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Giovedì 6 Dicembre 2007 - Libertà

Bioetica ed eretismo del Cristianesimo

Fabio Bergamaschi e don Fausto Capucciati al ciclo di conferenze su "psiche e sacro"

Penultimo appuntamento l'altra sera all'auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano per l'interessante ciclo di incontri Psiche e sacro organizzato dal Gruppo di studio interdisciplinare, relatori Fabio Bergamaschi e don Fausto Capucciati.
Bergamaschi, medico, dalla professione costretto a riconsiderare la sfera etica, in "Sacralità della vita e bioetica" ha sottolineato come sempre più spesso i pazienti pretendano dai medici prestazioni straordinarie, una panacea per curare morbi anche psicologici, un rimedio per i dolori dell'anima. Ma confondono i ruoli, il medico non può sostituirsi al sacerdote.
La medicina però non è onnipotente, erra chi vi si scaglia contro per qualsiasi inconveniente: è arte d'amore verso l'uomo, limitata, non scienza esatta. La salute perfetta è un ideale, non si raggiunge mai. Soggetti sani esigono cure ormonali, farmacologiche, interventi di chirurgia plastica rischiando così di perdere definitivamente la salute. Bisogna rammentare loro che il benessere spirituale non viene dal medico così come occorre dire a tutti che stress, menopausa e vecchiaia non sono malattie.
Don Capucciati, docente, laureato in filosofia, teologia morale e tra poco anche in teologia fondamentale, ne "Il Cristianesimo: inaugurazione della dissacrazione nella storia" ha sostenuto come il sacro non sia dato naturale ma errore occorso nella storia condizionando così cultura e società.
Il Cristianesimo non è una religione, deriva non da Dio ma da colui indicato da Gesù come Padre. Il denaro poi è bene al nostro servizio, se mitizzato ne diventiamo schiavi. La storia non ci travolge annullandoci, anzi ogni individuo risponde in prima persona in quanto erede di ciò che gli è stato inculcato nel bene e nel male.
Per il Cristianesimo l'uomo, raziocinante e responsabile, dispone di una logica sana, la psicopatologia non è infatti condizione umana normale. Il Padre dei cristiani non è né il Dio totalmente Altro di certe filosofie né Qualcuno che chiede una sottomissione incondizionata.
Per Bergamaschi dunque il vero dilemma è l'incapacità e l'impossibilità di abbandonare la gloriosa medicina terapeutica per un approccio rigenerativo che stravolgerebbe assetto e mentalità operando in modo forse innaturale mentre per don Capucciati il cristianesimo paradossalmente contiene un lato eretico, presuppone una visione estrema e radicale del tradizionale cattolicesimo che il libero arbitrio può solo in parte correggere.
Ultimo appuntamento del ciclo Psiche e sacro stasera, ore 21, sempre all'auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano con Carlo Mistraletti, "Il sacrificio tra corporeità ed essere" e Antonio Saginario "Psicopatologia e sacro".

FABIO BIANCHI

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