Martedì 4 Dicembre 2007 - Libertà
In un volume la storia delle monete piacentine
Oggi all'auditorium della Fondazione
PIACENZA - Dal museo archeologico di Bologna al civico di Brescia, dalle collezioni del Fitzwilliam museum di Cambridge nel Regno Unito alle raccolte numismatiche conservate in Svizzera, nel Museo di Coira; poi il Bargello di Firenze, il British museum di Londra, l'American numismatic society di New York, la Bibliothèque nationale di Parigi, il Kunsthistorisches museum di Vienna, il Correr di Venezia e altre istituzioni pubbliche sparse per la penisola: è un lungo viaggio quello compiuto dalle monete coniate nelle zecche piacentine e ora ricostruito nel volume Zecche e monete a Piacenza. Dall'età romana al XIX secolo di Giuseppe Crocicchio e Giorgio Fusconi, edito da Tipleco. Il libro, che verrà presentato oggi alle 17.30 all'auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano, in via Sant'Eufemia, 12, dagli autori e da Stefano Pronti, già direttore dei Musei civici di Piacenza, prende naturalmente in considerazione anche la raccolta numismatica di Palazzo Farnese, attualmente non esposta e frutto in gran parte dei lasciti Pallastrelli e Faustini.
Con circa un migliaio di esemplari (nonostante «diversi ammanchi hanno privato la collezione di alcuni dei nominali più interessanti») rimane «tra le maggiori raccolte pubbliche di monete piacentine e sicuramente la più importante per quanto riguarda i nominali medio-piccoli». Rarità sono state riscontrate da Crocicchio e Fusconi anche nei cataloghi delle collezioni estere, come il quartarolo del concordato del 1254 conservato a Parigi, del quale si conoscono tre esemplari, o il quarto di scudo di Ottavio Farnese del 1574 oggi al Castello Sforzesco di Milano.
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