Martedì 4 Dicembre 2007 - Libertà
La sfida delle imprese agroalimentari
Studio al via
Progetto che parte dal "basso" e ha fra gli obiettivi il marchio dei prodotti locali
PIACENZA - (pin) Un progetto di ricerca e di formazione dedicato alle nuove sfide commerciali delle imprese agroalimentari piacentine. L'iniziativa è stata illustrata ieri pomeriggio nell'auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano ad un parterre di imprenditori del settore. Un pomeriggio di "lavoro", come è stato sottolineato dai conduttori della presentazione, Daniele Fornari (università di Parma e Cermes Bocconi) e Marco Elefanti, introdotti dal presidente della Fondazione, Giacomo Marazzi. L'ente di via Santa Eufemia risulta essere tra i promotori dell'iniziativa, sostenuta da Confindustria e Camera di Commercio. Si tratta di un progetto che parte dal "basso", che vede tra gli obiettivi la creazione di un marchio dei prodotti locali, con il coinvolgimento degli stessi soggetti della ricerca, come ha sottolineato il professor Fornari, che partirà nel mese in corso per concludersi in aprile. Gli esiti saranno presentati in un convegno nel maggio 2008, seguito da un master di trade marketing (l'attività di formazione citata sopra) a giugno e settembre. L'indagine si struttura su un contesto che vede già in partenza rapporti non semplici tra i produttori (le imprese) e la distribuzione, fermo restando che la cosiddetta grande distribuzione rappresenta quasi il 70%, fa notare il professor Fornari, del canale di vendita. Il luogo stesso in cui vengono fatti acquisti assume sempre di più un ruolo strategico: se l'acquirente non trova il prodotto prescelto, nel 69% dei casi cambia marca. «Questo dimostra - osserva Fornari - che 5 secondi davanti allo scaffale sono più importanti che 5 secondi di pubblicità». A maggior ragione se si considerano i "volumi" della concorrenza: in un carrello entrano 30 prodotti di spesa, contro i 500mila disponibili nel mercato. Ma la stessa situazione all'interno della grande distribuzione risulta essere in movimento: in affanno, rispetto al 2003, risultano ipermercati, superstore e gli stessi discount, mentre cresce il supermercato che risponde alle necessità di una popolazione sempre più anziana. Qui entrano in gioco i nuovi bisogni e i valor di consumo, e la loro rispondenza rispetto ai consumatori. «Non è importante il prezzo - dice il professor Fornari - , come dimostrano la riduzione dell'efficacia delle vendite promozionali: il consumatore è disposto a spendere se percepisce la contropartita». Sta di fatto che il 2008 «si preannuncia uno degli anni peggiori degli ultimi tempi: la crescita del Pil si arresterà allo 0,9%, così come i consumi scenderanno allo 0,3%, mentre l'inflazione salirà al 2,7%». «Il nostro progetto - conclude - si propone di avere un impatto culturale delle imprese piacentine, non nell'ottica di un cambiamento, quanto nel promuovere la discontinuità, più veloce e radicale». Ci si propone quindi di mettere in luce punti di debolezza e di forza delle imprese locali, ed arrivare alla creazione di un marchio collettivo che ha l'effetto, spiega il professor Elefanti, di «identificare e qualificare il prodotto stesso, sia di indicarne il contesto produttivo e commerciale. Tra le tipologie di marchio, si privilegi quello di distretto. Indica un territorio poco esteso e valorizza sia il prodotto che la zona di provenienza».
Paola Pinotti