Mercoledì 28 Novembre 2007 - Libertà
«Israele, uno stato che vale un'idea»
Affollato l'auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano per l'incontro con il giornalista
Magdi Allam, D'Ambrosio e il terrorismo islamico
C'è molta gente all'Auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano. E c'è curiosità nell'ascoltare Magdi Allam, giornalista, scrittore e vicedirettore ad personam del "Corriere della Sera", seduto al tavolo dei relatori insieme con il presidente della Fondazione Giacomo Marazzi e il presidente del Lions Host Piacenza, Alessandro Capucci che hanno congiuntamente promosso l'iniziativa, Milena Tibaldi Montenz e Stefano D'Ambrosio, esperto di terrorismo islamico, che ha condotto le inchieste su Abu Omar e sul Sismi nel 2006.
E Allam spiega la sorte di Israele, piccolo lembo di terra tra il mare e il deserto, che è più di un simbolo. Forse, addirittura qualcosa di sacro. E questo è scritto anche nel suo ultimo libro, uscito da pochi giorni, Viva Israele (Mondadori). Ricorda il maresciallo Daniele Paladini e le nove vittime civili del terrorismo in Afghanistan, una tragedia perpetrata da criminali che rinnegano la sacralità della vita, in cui la morte è vista come il livello supremo per conquistare il paradiso islamico. Sostiene che quando l'ala fondamentalista del mondo islamico mette in discussione il diritto ad esistere di Israele, insinua un atroce dubbio nella vita di tutti. Israele è uno Stato che vale un'idea, anche se assediato dal nichilismo di chi ne vuole la morte e spesso isolato dal relativismo dell'Europa che a tutto dà un peso e un prezzo, al di là dei contenuti, un Paese ferito dalle bombe umane dei kamikaze e dai razzi di Hezbollah o Hamas.
Ma da dove partì il dramma di Israele? Lo zoccolo duro dell'odio, per Allam, ebbe inizio dopo la proclamazione di uno Stato israeliano e uno palestinese da parte dell'Onu, sessant'anni fa. Perché furono i Paesi arabi a non volere lo Stato palestinese, prendendo di mira Israele immediatamente dopo la sua nascita. E il seme della violenza è andato avanti negli anni: l'odio ha colpito prima gli israeliani, poi gli ebrei e infine i cristiani, appartenenti agli Stati settentrionali e meridionali del Mediterraneo. Ma le radici dell'odio non si fermano qui. Le persecuzioni hanno preso di mira anche i musulmani laici e liberali di cui Allam è un esempio e, nel decennio scorso, intere popolazioni musulmane sono state condannate senza rispetto alcuno, a dispetto della sacralità della vita, un valore cui Magdi Allam fa spesso riferimento non solo nel suo ultimo libro, ma anche nei suoi discorsi, durante le conferenze che tiene nelle università e nei talk show. La sacralità della vita va riscoperta con l'affermazione dei diritti e dei doveri. Accanto alla globalizzazione che ha investito l'economia, la finanza e il sistema mediatico, dovrebbe esserci anche quella dei valori che difendono la vita contro il principio di morte. Allam ha la capacità di catturare i presenti con le proprie affermazioni, ma al tempo stesso di rappresentare un mondo tormentato da guerre, devastazioni, distruzioni e terroristi, veri burattinai di morte. E sulla politica del terrore interviene Stefano D'Ambrosio, il quale sostiene che è fondamentale l'opera di prevenzione dei servizi segreti, perché sarebbe comunque sbagliato cedere di fronte agli allarmismi e rimuovere un problema con il quale dovremo convivere ancora a lungo. Perché il terrorismo islamico attua sistematicamente crimini contro l'umanità. Il teatro del terrore non è solo l'Irak, oggi sembra avere trovato terreno fertile in Afghanistan, L'islam come pericolo permanente non solo per Israele ma per l'intero mondo occidentale. Il terrorismo dei fondamentalisti islamici non dà tregua. S'insinuò in Europa negli anni Novanta, D'Ambrosio ne conosce segreti e metodi, e ha visto crescere il fenomeno anche negli anni Duemila. Dapprima lo si è sottovalutato, poi c'è stato un eccesso di drammatizzazione attraverso il sistema mediatico. Ma non bisogna abbassare la guardia, neppure in Italia, al centro, in un passato recente, di vicende torbide legate al mondo dei servizi segreti. Ergo: contro il terrorismo, a difesa della sacralità della vita, devono opporsi gli Stati dell'Occidente. Per legittimare il corso della civiltà.
MAURO MOLINAROLI