Sabato 24 Novembre 2007 - Libertà
«Che bello dirigere in Italia»
Municipale - Stasera con la Filarmonica Toscanini in Barber e Bernstein
Parla il direttore Renes, di scena con Isserlis
PIACENZA - E' la grande musica classica «a stelle e strisce» quella che risuonerà questa sera al Teatro Municipale, dove alle ore 21 si rinnova l'appuntamento con la Stagione concertistica curata dalla Fondazione Arturo Toscanini. E si tratta realmente di un grande appuntamento: di scena ci sarà infatti il famoso violoncellista Steven Isserlis, accompagnato dalla Filarmonica Arturo Toscanini diretta dal direttore Lawrence Renes (in luogo di David Agler, che è indisposto).
Un'occasione che, come dichiara il giovane Renes, si preannuncia interessante.
Maestro, per la prima volta dirigerà la Filarmonica Toscanini.
«Sì, e ne sono lieto. In Italia ho diretto varie orchestre, era ora che dirigessi anche la "Toscanini". Stiamo provando da qualche giorno e mi trovo bene. Per lo stesso motivo, sono contento di lavorare con il violoncellista Isserlis, che stimo ma che non conosco, e che senza dubbio regalerà una splendida interpretazione di un'opera interessante come il Concerto per violoncello di Samuel Barber, che è in programma».
Quali altre orchestre ha diretto, in Italia?
«Ho diretto molte volte in Europa e in America. In Italia però ho avuto una bellissima esperienza con l'Orchestra giovanile "Verdi" a Milano. Una realtà giovane, piena di voglia di fare. Anzi, mi lasci dire che è un peccato che la politica non dia sufficiente sostegno e importanza a queste realtà. E pensare che l'Italia, con personaggi come Verdi e Toscanini, è considerata un punto di riferimento in tutto il mondo. E qui sembrano sminuire la cultura musicale, che invece fa parte della grande tradizione italiana, che tutti invidiano».
Alcuni suoi colleghi sostengono, tra le altre cose, che nessuno è in grado di suonare Verdi come le orchestre italiane.
«Indubbiamente la musica di Giuseppe Verdi è nel vostro registro. Tuttavia io credo non sia possibile sapere quale orchestra sia la migliore. Prendiamo l'Italia, ad esempio: ogni orchestra ha una sua particolarità, è difficile paragonare quella della Scala a quella del "Carlo Felice" di Genova o anche l'Orchestra "Verdi" di Milano. Perché la musica è un linguaggio universale e, in quanto tale, il fatto che la tecnica possa essere migliore o perfetta nell'uno o nell'altro contesto, non implica che non vi sia un'emozione unica, da scoprire e da far emergere. Ogni volta che ho diretto, specialmente in Italia, è stato così. E spero lo sia anche al Municipale».
Oltre a Barber e a Copland, in programma ci sono le Danze Sinfoniche da "West side story" di Leonard Bernstein.
«E' una gioia dirigere la musica di Bernstein. Lui è stato un'icona in ogni senso, prima di tutto un grande direttore d'orchestra ma anche un validissimo compositore. E' stato poi il miglior comunicatore, in un'epoca in cui nel mondo la musica classica non si era ancora avvicinata alla gente. Lui contribuì a farlo, anche in televisione oltre che sul podio. E West side story è un capolavoro».
Eleonora Bagarotti