Domenica 25 Novembre 2007 - Libertà
«Spina bifida, un costo umano e sociale
che combattiamo con la prevenzione»
Sanità Il convegno in Fondazione sulla malformazione congenita del midollo spinale
Quanto costa curare, per tutto l'arco della vita, i seicento bambini l'anno che nascono affetti da spina bifida. A ottobre 2008 lo si saprà con esattezza e la speranza è che questa determinazione economica sia utile a dare nuovo slancio alla prevenzione e al potenziamento della cura di una patologia che colpisce un bambino su milletrecento.
Lo studio di ricerca sul costo sociale ed economico della malformazione congenita del midollo spinale è un progetto che sta per entrare nella sua fase operativa ed è stato presentato ieri per la prima volta a Piacenza.
«Una tale ricostruzione sulla spina bifida non è mai stata realizzata in Italia ? ha spiegato Giorgio Colombo, docente dell'Università di Pavia ?. Si tratta di un approccio innovativo utile ad una migliore organizzazione delle risorse sanitarie. Questa ricerca è già stata realizzata in America e lo standard che ne è emerso è di 500mila euro, che stabilisce la differenza di costi tra un bambino sano e uno affetto da spina bifida».
Uno degli obiettivi principali della ricerca è arrivare ad incentivare al massimo la prevenzione. «Oggi solo 7 donne partorienti su 100 dicono di aver utilizzato l'acido folico in tempo utile ? continua Colombo ?. Si tratta di un farmaco generico, dai costi bassissimi. Quindi, quello che emerge dal suo mancato utilizzo è che siamo di fronte ad una lacuna di consapevolezza dilagante».
«La spina bifida è inguaribile, ma curabile, anche se altamente invalidante ? ha ricordato Maria Cristina Dieci, presidente Asbi (Associazione spina bifida italia) ?. Nel nostro paese se ne parla troppo poco e manca una presa di coscienza sui costi altissimi e sui problemi sociali che comporta. Questa ricerca, dunque, viaggia nella direzione di dimostrare la convenienza di una prevenzione capillare».
Durante l'incontro all'auditorium della Fondazione di via Sant'Eufemia sono stati ricordati i costi diretti da sostenere per la malattia (interventi chirurgici, ricoveri ospedalieri, riabilitazioni, prevenzione), accanto a quelli indiretti (al produttività perduta per l'assistenza dei famigliari e dei pazienti stessi) oltre che ai dettagli sulla malattia e sulla prevenzione.
L'iniziativa di ricerca è stata finanziata dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano e realizzata da Save (Studio analisi valutazioni economiche) con la collaborazione dei Centri Spina Bifida di Roma, Milano e Parma. Ieri, pomeriggio a moderare la presentazione è intervenuto Luigi Cavana, vicepresidente delle Fondazione di Piacenza e Vigevano e dell'Ordine dei Medici. Con lui anche Giuseppe Walter Vinci, dell'Ostetricia di Bollate, Francesca Chioppa, coordinatore del Centro spina bifida al Niguarda, Claudia Gati, del Centro spina bifida di Parma e Mario de Gennario del Bambin Gesù di Roma.
Ilaria Molinari