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Martedì 20 Novembre 2007 - Libertà

Beethoven struggente con Krylov e Marshev

Spazio Rotative - Ovazioni e pubblico foltissimo al concerto di chiusura del Valtidone Festival. E nel 2008 arriverà Sokolov
Livio Bollani annuncia la nascita della Fondazione Valtidone musica

PIACENZA - Sinergia è la parola chiave per capire la storia del Valtidone Festival. E' la forza di una direzione artistica che ha saputo creare un vero crescendo di relazioni e di legami: tra artisti e pubblico, tra organizzatori e Comuni della Valtidone. Con impegno ed entusiasmo è stato un modus operandi contagioso che ha aperto la nostra provincia ad un respiro musicale internazionale.
In questa prospettiva si è collocato il concerto conclusivo dell'edizione del 2007 che ha visto, sul palco di un affollatissimo Spazio Rotative, il violinista Sergej Krylov accompagnato dal pianista Oleg Marshev.
Sinergia è stata la parola sottolineata da Livio Bollani, direttore artistico del Valtidone Festival, nel suo saluto introduttivo per spiegare dieci anni di lavoro, festeggiati quest'anno in grande stile con concerti e manifestazioni cominciati a maggio allo Spazio Rotative e terminati l'altra sera sempre allo Spazio Rotative con un artista eccellente come Sergej Krylov.
La prima parte del concerto è stata di stampo cameristico; mentre la seconda ha sedotto il pubblico con il repertorio virtuosistico. In apertura il duo ha interpretato la Sonata n. 4 per violino e pianoforte di Beethoven in cui si è immediatamente rivelata la corposità del suono di Krylov, la tenuta dell'arco, l'intensità del fraseggio. Un dialogo denso con il pianoforte di Marshev che ben esprimeva la scrittura beethoveniana. Delicata e misurata l'esecuzione del secondo movimento, senza abbandoni.
Krylov e Marshev hanno quindi proseguito narrando lo spirito russo che trapela dalla Sonata n. 8 per violino e pianoforte che Beethoven dedicò all'imperatore Alessandro I di Russia. Krylov, su cui era concentrata l'attenzione del pubblico, ha affrontato la pagina rivelando la vastità del linguaggio beethoveniano con spessore sonoro, una sensazione materica del suono, manifestazione della grande tecnica dell'arco. La tensione del discorso musicale, sostanzioso, sempre corposo si coniugava ad una felice facilità strumentale, una padronanza tecnica che si concedeva una giocosa libertà dell'arco.
Nell'intervallo sono intervenuti Giacomo Marazzi, presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano, e Donatella Ronconi, editore di Libertà, per ringraziare ancora una volta le diverse realtà impegnate e per fornire qualche anticipazione sul calendario del Valtidone Festival del 2008 che, hanno preannunciato, si chiuderà il 5 ottobre con un concerto del pianista russo Grigorij Sokolov. Il direttore artistico del festival Livio Bollani ha anche annunciato la nascita imminente della Fondazione Valtidone musica, di cui faranno parte gli undici Comuni che ospitano la rassegna, la Fondazione di Piacenza e Vigevano, l'associazione "Eventi musicali della Valtidone" e la Fondazione Libertà.
Nella seconda parte Krylov ha dato sfoggio della brillantezza violinistica della scuola russa a cominciare dall'esecuzione della Suite popolare spagnola di Manuel De Falla in cui ha magistralmente affrontato flautati e pizzicati, rivelando astuzie e stratagemmi di chi ha un controllo totale dell'arco, alternati ad un suono aperto e sempre tenuto. Tecnica dell'arco inappuntabile quella di Krylov che diviene la base su cui muoversi in libertà per creare una tavolozza variegata di colori e sfumature. La Suite è un'opera virtuosistica che si snoda in un'alternanza di pagine brillanti e di altre più liriche eseguite con sordina.
Con l'ineccepibile esecuzione della Danza spagnola La vida breve di De Falla-Kreisler, Krylov ha strappato i bravo del pubblico rendendo smagliante e giocoso questo concentrato virtuosistico.
Splendida la capacità di superare queste pagine con energia e controllo tali da riuscire a fare divertire il pubblico celando la disciplina che vi sottende.
In Carmen Fantasie op.25 di Pablo de Sarasate Krylov è stato maestro nel superare i momenti ardui e impervi quando la scrittura si spinge nelle posizioni più acute della mano sinistra, così come caldo e solare nei momenti cantati, intenso e sonoro nelle corde gravi e funambolo nell'affrontare ed esibire la varietà dei colpi d'arco fino alla paganiniana combinazione simultanea di balzati dell'arco e pizzicati della mano sinistra, il tutto mantenendo la bellezza del suono.
Richiamato in scena dai lunghi applausi del pubblico il duo ha regalato una pagina cantabile e salottiera di Fritz Kreisler, scelta opportuna che ha calmato gli animi perché se avesse proposto un nuovo cimento virtuosistico il pubblico non gli avrebbe fatto lasciare il palco, mai sazio di un nuovo sfoggio di tanta maestria.

Lea Rossi

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