Martedì 20 Novembre 2007 - Libertà
Hospice: argomento da campagna elettorale o importante realtà da far funzionare al meglio?
La rete di assistenza per cure palliative
Scrivo questa lettera per esprimere tutto il mio rammarico per non aver visto le autorità piacentine partecipare a un evento importante tenutosi il giorno 10 novembre all'Auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano. (VIII Giornata Nazionale contro la Sofferenza Inutile della Persona Inguaribile). L'argomento della Tavola Rotonda era "Assistenxa domiciliare in cure palliative: stato del'arte in Emilia Romagna " organizzato dall'Art (Associazione Paulo Parra per la Ricerca sulla Terminalità).
E' un vero peccato che le nostre autorità si ricordino di questo argomento solo quando siamo in periodo elettorale, guarda caso in quel periodo erano state spese tante belle parole sull'argomento Hospice, sul quotidiano Libertà. "Hospice, progetto entro ottobre 2005 - Hospice pronto il primo progetto" - Titolavano speranzosi certi articoli pubblicati e firmati dall'allora Assessore Leonardo Mazzoli, completati dall'Ausl che titolava "L'Ausl: la rete dell'assistenza adesso puo' completarsi", 29 settembre 2005 e ancora Ausl: "la fase finale della vita con dignità accanto ai propri cari" 7.ottobre 2005
Ebbene ora siamo alla fine del 2007 e Piacenza sembra piuttosto indietro sul fronte Hospice e Assistenza Domiciliare Integrata (vedi Legge 328/2000 e Delibere Regionali 456/2000 - 1602/2000 - 2438/2000) rispetto alle altre città dell'Emilia Romagna per non parlare della Lombardia.
In internet ci sono due interessanti Rapporti sull'assistenza Domiciliare Integrata (Adi) in Italia (uno datato 2004 e l'altro 2005/2006) condotti da Cittadinanzattiva attraverso il Tribunale dei diritti del malato. (www.cittadinanzattiva.it)
Negli allegati di entrambi i rapporti ci sono gli elenchi, suddivisi per Regione, ove compaiono le Ausl che hanno partecipato alla raccolta di informazioni sul servizio di assistenza domiciliare in ambito oncologico.
Piacenza non compare?.. peccato, perché nei suddetti rapporti, vengono elencati diversi obiettivi strategici atti a valorizzare al meglio le tante esperienze positive accumulate in questo ambito ed orientarle ad un mutamento sostanziale dell'architettura complessiva del sistema, avvicinando ulteriormente l'offerta di prestazioni ai bisogni reali dei cittadini. Assai di più, quindi, di provvedimenti congiunturali che puntino per lo più a mettere in ordine i bilanci e a considerarli l'unica vera priorità.
Ma tornando all'Hospice, argomento sostenuto da entrambi gli schieramenti politici, mi chiedo: perché non se ne parla più? Dovrebbe ormai essere inaugurato questo benedetto Hospice se non altro perché di tempo ne hanno avuto i nostri politici per definire il programma attuativo. A questo punto chiedo direttamente e pubblicamente al signor Sindaco: "a che punto siamo?"
In Italia non c'è nulla di meno apprezzato di una persona veramente ferma. Mi sembra che lei signor Sindaco abbia dimostrato questa caratteristica e sia stata anche la formula vincente della sua campagna elettorale. (è andato controcorrente ma ha vinto, cosa strana di questi tempi!) Mai come oggi c'è bisogno di persone come lei, ferme ma anche sensibili verso certi argomenti. Anche Lei, un giorno, ha dovuto transitare per il nostro Pronto Soccorso e da quel dì ha capito che c'era qualcosina da cambiare?
L'efficienza e la professionalità pagano tantissimo e bisogna investire in quello. Egregio signor Sindaco provi ancora ad andare controcorrente portando avanti questo progetto Hospice con convinzione e vedrà che i risultati verranno. Noi cittadini non ci facciamo mai troppe illusioni ma ci consenta di sperare di nuovo che questo possa accadere.
E' triste anche sapere che, certi programmi, definiti da professionisti del settore (dottoressa Amanda Castello - fondatrice dell'Art), vengano acquistati in internet da altre lungimiranti amministrazioni comunali e non dalla nostra.
In ogni caso il convegno è stato illuminante e lo sarebbe stato anche per tutti gli assenti a cominciare dai medici di famiglia che, dovrebbero essere i primi propulsori del progetto, dal loro Presidente dottor Miserotti, dai rappresentanti dei vertici dell'Ausl dottor Bianchi e dottor Ripa di Meana, dalla categoria infermieristica, se non altro per le esperienze riportate dalle persone che hanno vissuto e vivono in primis drammi famigliari recenti e passati e si sono trovate e si trovano ad affrontarli in completa solitudine.
Signor Sindaco lei pensa che l'assessore al Futuro, Castagnetti, possa aver colto in un'ora di fugace apparizione all'evento suddetto i punti focali della questione e sia quindi in grado di riportare a Lei un sunto del dibattito in questione?
Tempo fa il dottor Bianchi, direttore sanitario Ausl mi disse :""Eh, sa signora mi fa piacere che lei sia venuta qui a parlare con me, perché...dalla stanza dei bottoni non è facile capire i problemi della gente"
Certo, è bene fare un passo fuori?.mettera la testa fuori dagli uffici, andare a vedere quante persone soffrono a casa senza nessun tipo di aiuto e di cure domiciliari. C'è da chiedersi se il personale è sufficiente, ben preparato e se è nelle condizioni per lavorare al meglio.
Durante il convegno due medici oncologi (dottor Francesco Carrozza, lavora all'Hospice San Domenico di Lugo di Ravenna e dottor Ghisoni - lavora all'Hospice di Fidenza) hanno illustrato al pubblico programmi concreti dando un esempio di efficienza e professionalità rara ma non irraggiungibile e hanno fatto capire a tutti con estrema chiarezza come funziona l'ingranaggio della rete per le cure palliative.
Ci vuole la volontà per programmare, fare e portare a termine certe scelte in un ambiente di equipe e non di logica arrivistica ma anche di informazione corretta nei confronti dei cittadini. A questo proposito, consiglierei a tutti i cittadini la lettura di Raffaele Simone professore di Linguistica che ne "Il Paese del pressappoco, illazioni sull'Italia che non va", parla di mancanza di una reale alleanza tra governati e governanti e come me non si fa illusioni. Ma non per questo si deve stare zitti e rinunciare al dialogo e al senso civico
NICOLETTA GANDOLFI