Venerdì 9 Novembre 2007 - Libertà
Giulio Cattivelli, «penna facile e arguta»
Presentato alla Fondazione "Al cinema con Cat". In primavera il secondo volume
Giulio Cattivelli è stato un grande critico cinematografico e non solo ed il suo alto magistero civile e culturale non è stato dimenticato. All'auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano - nell'ambito di Armonia e passione, primo ciclo dell'interessante iniziativa Gli appuntamenti di Giandomenico a cura dell'associazione culturale "Amici del Romagnosi" - è stato presentato il ponderoso volume Al cinema con Cat (Berti edizioni), curato da Mauro Molinaroli e Stefano Pareti, che raccoglie debitamente selezionate recensioni comprese dal 1945 al '94 in gran parte apparse sulle colonne di questo quotidiano ma anche su giornali a tiratura nazionale.
Oltre agli autori erano presenti Pierangelo Torlaschi, presidente della suddetta associazione e Mario Ambrogi: «Cattivelli era penna facile, arguta - ha sottolineato Torlaschi - capace di trasmettere emozioni. Ha saputo essere un personaggio. Era in grado di trasformare gli incontri in qualcosa di stimolante. Nelle sue opere c'era una ricerca di armonia, trasformava le immagini in parole da comunicare agli altri». Per Ambrogi «le persone come Cattivelli sono in perfetta armonia con la realtà. Manifestano grande passione per quello che fanno. Cattivelli fu anche uomo di scuola, docente e preside. Il cinema fu la sua vera passione. Gli interessava l'aspetto culturale, sociale, artistico in cui emergeva grande cultura letteraria».
Nell'occasione è stato proiettato un breve dvd, da un'idea di Gianni Cravedi e dello stesso Molinaroli, con spezzoni di famosi film italiani del dopoguerra e tra questi anche una registrazione tratta da un intervento televisivo di Cattivelli. «In primavera - ha annunciato Molinaroli - uscirà il secondo volume, La grande illusione, dedicato a Cattivelli e al cinema internazionale. Nel volume Al cinema con Cat abbiamo invece inserito film e recensioni che hanno segnato un'epoca. Dalle piccole recensioni degli anni '40 alle mezze pagine degli anni '70 con contributo di Pareti nella ricerca, mio nell'organizzazione. Necessario ricordarlo a dieci anni dalla morte».
Cattivelli era apprezzato non solo a Piacenza, anzi era forse più stimato in circuiti nazionali: «Grandi critici - ha continuato Molinaroli - hanno a loro volta testimoniato come fosse uno dei critici più attenti per la forte venatura letteraria. Ha dato tanto a Piacenza, con lui il cinema è diventato arte nobile». Cattivelli intuì anche i grandi cambiamenti in corso: «Faceva un discorso profondo, introspettivo. Era poliedrico, eclettico, polivalente. C'era una linea di confine e quando arrivarono le televisioni private Cat comprese sia che il cinema sarebbe divenuto prodotto per la televisione sia la grande crisi degli anni '80 da cui il cinema non si risollevò più».
FABIO BIANCHI