Fondazione di Piacenza e Vigevano Stampa
  Rassegna Stampa
spazio
  Comunicati Stampa
spazio
  Eventi Auditorium Piacenza
spazio
  Eventi Auditorium Vigevano
spazio
  Comunicazione
spazio

 
Home Page     Rassegna Stampa   


Domenica 11 Novembre 2007 - Libertà

Giuseppe Verdi tra spartiti e libretti

All'auditorium della Fondazione una mostra di documenti

Libretti, spartiti, fotografie e documenti sono in mostra alla Fondazione di Piacenza e Vigevano per raccontare Verdi da Oberto a Falstaff. Un itinerario lungo le 28 opere del maestro, curato da Stefano Pronti, attingendo soprattutto alla collezione di Fausto Bonzanini, presidente dell'associazione "Verdi fra noi" di Sant'Agata di Villanova d'Arda.
La mostra è stata inaugurata ieri con un momento musicale diretto da Corrado Casati, direttore del coro del Teatro Municipale. La presentazione da parte di Pronti è stata preceduta dagli interventi di Giacomo Marazzi, presidente della Fondazione, Gabriele Gualazzini, presidente del consiglio provinciale, e Paolo Dosi, assessore alla cultura del Comune di Piacenza, tra gli enti sostenitori dell'iniziativa. Marazzi si è detto «lieto di ospitare un'antologia verdiana, arricchita da documenti inediti, che fa chiarezza sui luoghi dove Verdi ha vissuto e operato».
Dal maggio 1850 - viene infatti ribadito - il compositore abitò nella villa di Sant'Agata. Del Piacentino erano originarie sia la famiglia del padre, Carlo, che della madre, Luigia Uttini. Gualazzini ha confermato la volontà dell'amministrazione provinciale di valorizzare, in sinergia con il Comune di Villanova e la casa-museo Villa Verdi a Sant'Agata, il musicista nei suoi legami con il territorio piacentino, «non per spirito campanilistico, ma per correttezza della memoria», ricordando che Giuseppe Verdi fu consigliere comunale proprio a Villanova e consigliere provinciale a Piacenza.
Per Dosi, l'interesse della mostra sta nell'aiutare a «restituire i contorni di una straordinaria vicenda culturale e artistica». Il percorso espositivo raccoglie infatti testimonianze d'epoca: i libretti sono quelli della prima rappresentazione delle opere e, come per gli spartiti, le illustrazioni del frontespizio richiamano il gusto del periodo. Ci sono inoltre alcune fotografie di Verdi, giornali, con cronache e recensioni, e lettere autografe: due di Verdi, una di Giuseppina Strepponi, altre di Andrea Maffei (librettista dei Masnadieri), dell'editore Giulio Ricordi e di Arrigo Boito (revisore del libretto del Simon Boccanegra; librettista di Otello e Falstaff). Del grande compositore ieri si è ascoltata anche la musica: nei solo dall'Aroldo-Stiffelio e da Aida e Traviata, eseguiti rispettivamente da Marco Caminati alla tromba e da Piero Corvi all'oboe. Il soprano Paola Romanò ha interpretato l'aria di Odabella Allor che i forti corrono da Attila; il tenore Luca Bodini, l'aria di Riccardo Ma se m'è forza perderti da Un ballo in maschera, concludendo insieme, tra gli applausi, con il Brindisi della Traviata.
La mostra resterà aperta nella sede della Fondazione, in via Sant'Eufemia, 12, fino all'11 dicembre, da lunedì a venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18; visite guidate su prenotazione, tel. 0523.311111, cell. 3471018121; ingresso gratuito. Il catalogo è pubblicato da Tipleco.

ANNA ANSELMI

Torna all'elenco | Versione stampabile

spazio
spazio spazio spazio
spazio spazio spazio