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Domenica 18 Novembre 2007 - Libertà

«Sogno di tornare in Valtidone»

Sarà il protagonista del concerto di chiusura del Festival stasera allo Spazio Rotative
Parla il violinista Krylov, di scena con il pianista Marshev

PIACENZA - Gran finale, questa sera alle 21.15 allo Spazio Rotative di Libertà, per il Valtidone Festival 2007 diretto artisticamente da Livio Bollani. Si esibiranno, per l'occasione, il violinista Sergej Krylov ed il pianista Oleg Marshev. Lo spettacolo, promosso da Editoriale Libertà con la Fondazione di Piacenza e Vigevano ed organizzato dall'associazione culturale Tetracordo, sarà a ingresso gratuito sino ad esaurimento posti dispobili: si consiglia l'ingresso alle 20.30, per prenotazioni telefonare al numero 339.7778369 o scrivere a info@tetracordo.com.
Con il grande violinista russo Sergej Krylov abbiamo commentato il programma della serata e ricordato un'immensa figura musicale: quella di Mstislav Rostropovich.
Maestro Krylov, fino a ieri lei si trovava all'estero per lavoro. Dove ha suonato?
«Ho suonato alla Radio di Copenaghen cinque giorni fa, mentre l'altro ieri ero in scena con la Filarmonica di Colonia. Subito dopo Piacenza, farò una tournée in Russia. Tornerò a Mosca dopo 18 anni, pensi...»
Immagino che per lei significhi moltissimo. Cosa prova all'idea?
«Ma guardi, sinceramente io cerco di non pensarci altrimenti, se comincio a pensare che torno in Russia dopo tutti questi anni, l'idea mi commuove e mi porta le lacrime agli occhi. Non voglio aspettarmi qualcosa in particolare, andrò là e vedrò».
Lei è stato "scoperto" dal grande Rostropovich, che la considerava tra l'altro il miglior violinista in assoluto. E' stato un grande uomo, oltre a un grande musicista. Com'era il vostro rapporto?
«L'incontro con Rostropovich è stato per me senza dubbio una delle esperienze più importanti della mia vita, dal punto di vista musicale e da quello umano. Lui ha avuto un grandissimo ruolo nella sua vita e anche nella mia perché mi ha dato una carica straordinaria, mi ha continuamente riempito di idee nuove. Ho avuto la fortuna di suonare più volte con lui, abbiamo eseguito i Concerti di Beethoven e Ciaikowsky. Avevamo altri progetti, che dovevamo realizzare a Parigi e a Londra, ma purtroppo il maestro è mancato. La sua morte mi ha profondamente addolorato, mi manca molto ma continuo a ricordare i suoi consigli».
Lei chiuderà stasera il Valtidone Festival, una realtà musicale piacentina ormai nota in tutto il mondo, in cui lei è ormai "di casa".
«Sì, certo. Per la verità, la realtà musicale del Valtidone Festival e del Progetto musicale della Valtidone è bellissima. E darei gran parte del merito a Livio Bollani, che organizza tutto questo. Dalla prima volta che ho sentito al telefono Bollani, mi è sembrato subito molto serio, preparato e brillante. Poi, io e lui siamo anche diventati amici ed è iniziata una collaborazione per le mie apparizioni nel Piacentino e nel Valtidone Festival. Ho conosciuto tanta gente simpatica. Inoltre, a fine agosto, ho tenuto anche un bellissimo master con i ragazzi in Valtidone. C'era una bellissima atmosfera con questi giovani, che erano una dozzina. Tutto era organizzato benissimo da Livio ed è stata un'esperienza molto piacevole per me».
Spesso i musicisti hanno anche il ruolo di docenti e scopritori di talenti, come Rostropovich con lei. Ma lei è giovane e in piena carriera, eppure non disdegna questo ruolo, che certamente le prenderà tempo ed energie.
«Sarà perché io vivo molto allegramente questo rapporto con i giovani, in particolare con quelli che ho incontrato quest'anno in Valtidone. Si sono presentati i tanti. Quando escono dalla mia masterclass, spero con tutto me stesso che possano ricordare quell'esperienza, che abbiano imparato qualcosa, che sappiano più cose di prima. E, soprattutto, spero che tornino il prossimo anno. E sogno di tornarci anch'io».
Veniamo al programma di questa sera, che spazia da un repertorio classico a uno brillante.
«E' stata una scelta. La nostra prima parte è dedicata alla musica classica in quanto eseguiremo la Sonata n. 4 e la Sonata n. 8 di Ludwig van Beethoven per violino e pianoforte mentre la seconda parte è incentrata sul folklore spagnolo. Suoneremo la Danza Española "La vida breve" di De Falla/Kreisler e la Fantasia sulla "Carmen" di Bizet di Pablo de Sarasate. E' un repertorio più acceso, brillante, di forte presa sul pubblico. Abbiamo scelto di offrire un po' di varietà agli spettatori, per soddisfare l'esigenza ti tutti gli ascoltatori».

Eleonora Bagarotti

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