Sabato 17 Novembre 2007 - Libertà
«Salumi: segno vincente la qualità»
Consorzi, confermati Roberto Belli e Roberto Ferri. Le degustazioni negli ipermercati fa salire le vendite
Allarme per la campagna Coldiretti sulla carne importata
PIACENZA - Roberto Belli e Roberto Ferri (suo vice Antonio Manini) sono stati riconfermati alla presidenza rispettivamente del Consorzio salumi tipici dop e del Consorzio di tutela. E' la decisione uscita dall'assemblea dei soci del Consorzio che si è riunita ieri pomeriggio nel palazzo dell'agricoltura. Occasione per mettere sul tavolo alcuni dei problemi, delle sfide e delle potenzialità che il settore ha di fronte.
Un dibattito animato sollecitato sia dalla relazione del presidente uscente Roberto Belli che dall'assessore provinciale Mario Spezia. Non sottaciuta dai soci la preoccupazione dopo la campagna lanciata da Coldiretti («inquietante» l'ha definita Spezia) dove si segnala il calo degli allevamenti suini e l'aumento delle dop. Ergo si fa salume con carne che viene dall'estero? La sollevazione dei produttori rispetto a questa ipotesi è stata totale. E da Elisabetta Montesissa di Coldiretti la rassicurazione: «I nostri obiettivi sono uguale ai vostri. Chiediamo più controlli per garantire qualità». E' nella qualità che si difende in nostro marchio - è stato il tenore degli interventi - ed è con la qualità che si potranno conquistare sempre più ampie fette di mercato. Per l'assessore, il concetto della qualità è l'architrave delle politiche del futuro. Attenzione - ha avvertito - che i nuovi bandi avranno un occhio preferenziale per chi difende la bandiera locale, così si garantisce la certificazione. Sull'agroindustriale - ha detto - Piacenza costruisce una missione per il suo sviluppo e questo obiettivo non può prescindere dalla ricerca della qualità. Il problema? La necessità che i prodotti locali facciano breccia sul mercato. Troppo spesso non si conosce la distinzione tra un prodotto dop e uno che ne è privo. Da qui - ha ricordato Spezia - il progetto "Scopri Piacenza". «Alle grandi fiere (il Salone del gusto di Torino) abbiamo rinunciato, preferiamo puntare su una presenza capillare. E i risultati? Lusinghieri. A pochi mesi dall'avvio della campagna negli ipermercati si riscontra un 10 per cento di vendite in più con punte del 30 per cento nei giorni di degustazione». Sempre nel quadro del rilancio della produzione locale Spezia ha ricordato il progetto dell'allevamento del suino allo stato brado. «Con 3mila capi, è il rilancio garantito dell'economia di montagna». Infine sulla questione dell'importazioni di carni dall'estero Spezia ha sollecitato l'assemblea del Consorzio a stilare un ordine del giorno in cui si promuove il fermo sostegno alla scelta di irrobustire la filiera locale. In apertura il presidente Belli aveva ricordato le iniziative per la promozione ricordando anche le scarse risorse a disposizione del Consorzio: un bilancio di 240mila euro di cui 44mila coperti dalla quota dei soci. «I rimanenti - ha aggiunto - dobbiamo reperirli all'esterno». Ha parlato di progettualità operativa attivata con diversi soggetti: dalla Provincia, a Soprip, alla Camera di commercio, Fondazione, Regione Emilia Romagna e Ministero delle politiche agricole. Ed ha fatto accenno ai progetti di indirizzo scientifico uno dei quali, lo "Studio di analisi sensoriale salumi piacentini Dop" diventato un volume. Importante - ha ricordato - l'attività che il Consorzio svolge verso i giovani. «Se quello che si mangia nei primi 10 anni di vita è fondamentale per il bagaglio di una persona, abbiamo sviluppato un progetto rivolto alle scuole e alle elementari sono state condotte anche degustazioni guidate». In prospettiva resta aperta, poi, una volta che il Ministero avrà dato il via libera al Consorzio di Tutela un interrogativo: stabilire se dovranno rimanere entrambi gli organismi con compiti diversi oppure optare per un unico fronte. Infine restano tracce di un'ombra sulla produzione di salumi piacentini. La richiesta di Parma di avere riconosciuta la coppa di Parma. «Non lo trovo corretto e al di fuori delle norme vigenti. Sarebbe uguale il comportamento del Ministero se da Piacenza partisse una richiesta per avere riconosciuta il culatello di Piacenza? Non credo».
a.le.