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Giovedì 15 Novembre 2007 - Libertà

Il sacro tra luoghi di culto e il legame con la poesia

Conferenza di Martinelli e Toscani

Il quarto appuntamento di Psiche e Sacro, ciclo di sette incontri organizzato dal Gruppo di studio interdisciplinare di Piacenza, si è svolto all'auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano con due relatori piacentini: lo psicologo Marco Martinelli, conduttore di gruppi psicoterapici presso il Dipartimento di Salute mentale dell'Ausl di Piacenza, e Franco Toscani, poeta, docente di filosofia, autore di saggi, studi e interventi di argomento filosofico, membro del consiglio di redazione di Testimonianze, la storica rivista fondata da Ernesto Balducci, e collaboratore della rivista Filosofia e Teologia.
Relazionando l'argomento alla propria attività di psicoterapeuta, Marco Martinelli ha parlato dei luoghi del sacro e del modo in cui questi spazi vengono vissuti dagli individui. Analizzando la pianta di alcuni edifici sacri di diverse epoche, dal Tempio di Zeus ad Olimpia all'Ipogeo di Santarcangelo di Romagna, dal Tempio di Esculapio al Duomo di Piacenza, Martinelli ha spiegato come le due diverse tipologie di edifici - la pianta centrale e la pianta longitudinale - corrispondano a due modi diversi di stare in relazione con il sacro e con l'altro, là dove la pianta longitudinale rimanda a un rapporto tra fedeli e divinità mediato dal sacerdote, mentre la pianta centrale rimanda a una condivisione di gruppo dell'esperienza religiosa. Spostando il discorso sul piano della psicoterapia, Martinelli ha spiegato come la pianta centrale rimandi alla disposizione in cerchio che assumono gli incontri di terapia di gruppo e gli psicodrammi, in cui tutti i partecipanti sono sullo stesso piano, mentre la pianta longitudinale rimanda al rapporto che si crea tra paziente e psicoanalista, là dove il secondo ha il compito di mettere in contatto l'io del paziente con il suo inconscio, così come il sacerdote ha il compito di mettere in contatto il fedele con dio.
Partendo dall'interpretazione heideggariana di Hölderlin, Franco Toscani ha quindi parlato del rapporto tra poesia e sacro nella produzione del grande poeta tedesco. Per Hölderlin - ha spiegato Toscani - ciò che è più bello è anche più sacro, per cui il poeta celebra con i suoi versi la «potente, divina e bella natura». Come una sorta di annunciatore, di messaggero del sacro, il poeta secondo Hölderlin indica le "cose alte" a cui l'uomo deve elevarsi, porge al popolo con il suo canto il dono celeste, la possibilità di arricchire e ampliare gli orizzonti della propria vita richiamandolo a una profonda intimità con l'insieme dei Quattro: l'unione tra terra, cielo, mortali e divini, cui bisogna tendere per abitare più nobilmente la Terra.
Il ciclo Psiche e Sacro prosegue questa sera alle 21 all'auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano, con la dottoressa Maria Civetta, che affronterà il legame tra "Materno e vita", e il critico Eugenio Gazzola, che parlerà di "Beckett e il senso della fine"

CATERINA CARAVAGGI

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