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Sabato 17 Novembre 2007 - Libertà

«Tra me e Muti c'è grande empatia»

Concertistica - Stasera al Municipale con Bacelli e la "Cherubini" tra Porpora e Pergolesi
Il soprano Barbara Frittoli scoperta dal maestro

PIACENZA - Ritorna a Piacenza Riccardo Muti alla guida della sua Orchestra giovanile "Luigi Cherubini" per un appuntamento molto atteso: questa sera alle 21, nell'ambito della Stagione concertistica 200/2008 curata dalla Fondazione Arturo Toscanini, il maestro proporrà due brani di musica sacra del Settecento "della Scuola napoletana": Salve Regina di Nicola Porpora e il celeberrimo Stabat Mater di Giovanni Battista Pergolesi. Le voci soliste saranno quelle di Barbara Frittoli, soprano, e del mezzosoprano Monica Bacelli.
Con Barbara Frittoli, una "scoperta" del maestro Muti ormai considerata grande voce a livello internazionale, abbiamo parlato di questo evento, già presentato con successo in alcune grandi città.
Signora Frittoli, come sta andando questa ripresa di Pergolesi e Porpora?
«Molto bene. Abbiamo provato a Padova, in questa chiesa meravigliosa, la basilica di Sant'Antonio, dove ieri sera siamo andati in scena. E' un programma musicale nato a Malta, che ha avuto successo e che spero piaccia anche al pubblico piacentino. Si tratta di musiche molto raffinate. Il maestro Muti con questi brani, che lui adora, è nel suo elemento».
Lei è stata una "scoperta" del maestro Muti, con cui ha spesso lavorato.
«Io feci la prima audizione con il maestro Muti e mi prese subito per un grande ruolo a Vienna, nel Così fan tutte. E' stata un'occasione molto importante, anche se quando non c'è il talento non riesce un tubo. Nel mio caso, Muti mi ha aiutata a crescere. Se sono riuscita a dare il meglio di me, lo devo a lui e spero di avergli dato qualcosa anch'io. Tra me e Muti c'è empatia e la gente credo lo percepisca».
Lei condivide la presa di posizione forte del maestro Muti nel sottolineare il disinteresse delle istituzioni, in Italia, nei confronti della musica classica?
«Certamente. Sono d'accordo con lui nella maniera più assoluta. La musica non è sostenuta in Italia. Com'è possibile che nei licei, nelle scuole italiane si parli di Manzoni e non di Verdi né di Boito, Da Ponte né degli altri musicisti, sia italiani che stranieri? E' una fetta della nostra cultura che ci invidiano in tutto il mondo e che in Italia non è agevolata. Noi artisti non siamo considerati, ma pazienza. Per quello, facciamo il nostro mestiere e andiamo avanti per la nostra strada. Ma è grave che nelle scuole, ad eccezione di pochi insegnanti che nutrono loro stessi un particolare interesse e magari portano le classi a teatro, non si insegni musica. Le lezioni del maestro Muti sono molto belle e importanti, in questo senso. Però il panorama è sconfortante. O si nasce in una famiglia con interessi musicali o non si viene a contatto con la musica, in un'età in cui tra l'altro ci si forma e questo è molto grave».
Gravissimo, lo penso anch'io. Tornando alla sua ricca carriera, lei cantò accompagnata dal maestro Muti nel concerto celebrativo a Ground Zero. Cosa ricorda di quell'esperienza?
«La cosa terribile, che ricordo di più di quell'esperienza, è la fine del concerto. Cantavamo un brano del Guglielmo Tell, in cui si parla di libertà. C'erano i parenti delle vittime con la foto dei loro amati scomparsi e le hanno alzate tutte. Guardi, mi commuovo ancora in questo momento, nel ripensarci... A parte che facemmo un viaggio allucinante, da Ravenna, e arrivammo stanchissimi ma era importante essere lì e tenere quel concerto e lo facemmo. Tra l'altro, cantava anche mio marito (il basso Natale de Carolis, ndr)».
A proposito: come si vive in coppia, essendo entrambi cantanti lirici?
«Ci si capisce. Il nostro lavoro è difficile, a volte stiamo lontani da casa per lungo tempo. Ma fare lo stesso mestiere è più facile. Se avessi sposato una persona che non c'entrava nulla con quello che faccio, penso proprio che avrei avuto molti problemi e sarebbe andato tutto quanto a farsi benedire (risata, ndr)».
Barbara Frittoli sarà impegnata, nelle prossime stagioni, nel Così fan tutte a Vienna, poi in una tournée in Giappone con Riccardo Muti e in Don Giovanni e Carmen al Metropolitan di New York.

Eleonora Bagarotti

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