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Domenica 11 Novembre 2007 - Libertà

«Hospice sempre più necessario»

Malati terminali-Nella settima giornata nazionale il punto dell'Art (associazione Paulo Parra)
I parenti: siamo indietro rispetto alle città vicine

Se non tutti i malati possono guarire, tutti i pazienti possono essere curati. Questo il concetto che è stato ribadito nell'VIIIª giornata nazionale contro la sofferenza inutile della persona inguaribile. Anche Piacenza ha ospitato, nella giornata di ieri, due importanti iniziative a sostegno di questa Giornata. Nella mattinata, i membri dell'Art, Associazione Paulo Parra per la Ricerca sulla Terminalità hanno organizzato nell'auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano, una tavola rotonda dove si sono alternati momenti di dialogo e testimonianze di persone che hanno condiviso la vicinanza di malattie inguaribili e che desiderano diffondere un nuovo concetto di cura del malato. Concetto che si realizza in un modello di assistenza globale, dove il paziente e le persone che lo circondano non siano abbandonate ai rispettivi dolori.

Paziente e persone che lo circondano abbiano, invece, grazie alla vicinanza sia fisica sia psicologica di volontari e professionisti, un sostegno sanitario ed emotivo. Una rete globale che, come spiega Amanda Castello, fondatrice dell'A.R.T., «sia trasversale e si focalizzi sul miglioramento della qualità e della dignità di vita del paziente affetto da malattie in fase terminale». Giovanni Castagnetti, assessore comunale al futuro, è intervenuto all'incontro sottolineando «la difficoltà di gestire e condividere la vicinanza della terminalità. Conoscere questa realtà, ci fa da una parte crescere, dall'altra ci permette di affiancarci al malato in modo corretto ed adeguato». Dopo questo intervento, è stato proiettato un video dove tre persone, Alberto Libiani, Nicoletta Gandolfi e Natascia Sbriscia, hanno trovato la forza di raccontare la loro esperienza e quella dei loro cari scomparsi in seguito a malattie incurabili.
Le testimonianze, discrete e delicate, sono riuscite a trasmettere come queste realtà drammatiche possano essere vissute in modo assai diverso se - ascoltati - il malato ed i suoi cari, si sentono sostenuti.
Le tre testimonianze, hanno evidenziato come «Piacenza non sia dotata di servizi assistenziali adeguati ed in linea con le province vicine - commentano all'unisono Libiani e Gandolfi - l'unico vero e grande aiuto è stato quello offertoci dall'A.R.T in modo volontaristico, continuativo e partecipe».
«Il malato è una persona fino alla fine, ed ha diritto di vivere anche l'ultimo periodo dell'esistenza in modo dignitoso». Questo il commento di Nicoletta Gandolfi che ha vissuto la malattia del padre. «Continueremo a lavorare ed a impegnarci affinché a Piacenza si realizzi l'Hospice ed una rete domiciliare adeguata», conclude Amanda Castello.

Chiara Cecutta

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