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Venerdì 16 Novembre 2007 - Libertà

Muti, da Porpora a Pergolesi

Domani sera al Teatro Municipale torna il grande maestro per la Concertistica
Di scena la Cherubini, soliste Frittoli e Bacelli

PIACENZA - Con due brani di musica sacra della più insigne "scuola napoletana": Salve Regina di Nicola Porpora ed il celeberrimo Stabat Mater di Giovanni Battista Pergolesi, Riccardo Muti con la sua Orchestra giovanile Luigi Cherubini ritornano ad essere protagonisti al Teatro Municipale di Piacenza, nella stagione concertistica realizzata dalla Fondazione Arturo Toscanini.
L'appuntamento è per domani alle ore 21 e si fregia della presenza del soprano Barbara Frittoli e del mezzosoprano Monica Bacelli. A lei, artista a suo agio sia nel repertorio antico che con quello contemporaneo, sarà affidata l'esecuzione della Salva Regina, Antifona per contralto, archi e basso continuo, del compositore napoletano Porpora scritta nel 1730. La composizione è caratterizzata da un fraseggio spiccatamente virtuosistico, dove il canto sacro - il cui testo è suddiviso in una serie di sezioni come arie solistiche - viene evocato «da arcaiche lontananze della memoria, quale idea protocristiana del vocalizzo come espressione di rapimento mistico, di gioiosa giubilazione, e di smarrimento dell'animo, nella contemplazione del sacro, al di là ed al di sopra delle parole» - ha scritto a questo proposito l'insigne studioso Francesco Degrada autore per altro dell'edizione critica proposta da Muti in questa circostanza. A seguire la Sequenza per soprano, contralto, archi e basso continuo: Stabat Mater messa in musica da Giovanni Battisti nel suo ultimo anno di vita, 1736, su testo di Jacopone da Todi suddiviso in dodici sezioni, ciascuna delle quali dà origine ad un episodio musicale compiuto. Già tre anni dopo la morte del compositore, avvenuta a ventisei anni, fu considerato capolavoro: «Un vero miracolo per il connubio di spontaneità e grazia» (scrisse nel 1739 un appassionato di musica). Esemplare in questo brano è la semplicità armonica e contrappuntistica, dove la melodia risalta sovrana, sopra ogni cosa. Mirabile l'adesione alle parole, creando un'atmosfera emotiva a forti tinte; tuttavia la vera novità di questo Stabat Mater non si trova pensando al grande affresco drammatico, l'atteggiamento espressivo che prevale è invece ispirato a una religiosità intimista e soggettiva. La Vergine ritratta dalla musica di Pergolesi non ha nulla di ieratico, è invece donna e madre e il suo dolore è tratteggiato con intensa e commossa partecipazione. Da sottolineare la chiusura: una pagina intrisa di premonizioni mozartiane. L'accorata perorazione della Vergine affinché conceda al fedele la vita eterna deriva dall'evocazione del passo estremo Quandus corpus morietur: una tinta intimamente autentica, di sconfinata desolazione, il senso di una resa esistenziale di fronte all'assoluto.
Accanto alla Bacelli, nello Stabat, la voce del soprano Barbara Frittoli, protagonista acclamata in diverse opere dirette da Riccardo Muti. Per l'occasione la "Cherubini" si presenta nella sezione degli archi ed inoltre l'organo per la realizzazione del basso continuo.

r. s.

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