Domenica 11 Novembre 2007 - Libertà
La Facoltà d'Agraria piacentina:
cinquant'anni di vita e di primati
L'intervento
Rientrando in sede, dopo la pausa estiva, sono stato "accolto" da due splendide "novità":
1) dall'articolo pubblicato dalla nostra sempre puntuale e precisa "Libertà" del 28 luglio dove, a pag. 13 titolava: "L'Agraria migliore facoltà d'Italia" con l'indicazione che il successivo 30 luglio sarebbe stata data la conferma ufficiale di questo prestigioso riconoscimento e con la puntualizzazione, a piè di pagina, che il 5 maggio 1957 la Facoltà di Agraria dell'Università Cattolica del Sacro Cuore era stata inaugurata ufficialmente a Piacenza con il discorso del fondatore, l'indimenticabile Padre Agostino Gemelli. Pertanto, come vedremo, era la ricorrenza del 50° anniversario della sua fondazione.
2) Il ricevimento della Rivista "Paragone Arte", del maggio 2007, mensile di arte figurativa e letteratura, fondato da Roberto Longhi, sulla quale era pubblicata la mia relazione dal titolo: "Caravaggio, fitopatologo ante litteram", risultato di una mia conferenza precedentemente svolta presso la Fondazione Longhi, dell'Associazione Amici della Natura Morta Italiana a Firenze, contenente una insolita, gratificante presentazione con commento della storica dell'arte professoressa Mina Gregori, Presidente della Fondazione Longhi e direttrice della stessa rivista. Da notare che, in breve, questo risultato è stato il frutto successivo duna mia complessa elaborazione di una tesi di laurea, da me fatta svolgere da uno studente nel lontano anno accademico 1978-79.
Ma ritornando al sopraindicato articolo pubblicato sulla "Libertà", era esplicito anche, come da me sopra anticipato, la ricorrenza ufficiale del 50° di fondazione della Facoltà, per la quale, peraltro, avevo predisposto, in occasione di questo "grande appuntamento", la preparazione di una pubblicazione scientifica dal seguente titolo:" Il Rinascimento dell'Oltrepo Pavese - Culla storica della vitivinicoltura italiana come pure di zooagricoltura attraverso: l'arte , la letteratura, la musica, la storia, la geografia, la scienza, la programmazione, la tecnica e la cultura.", pubblicazione : storica, scientifica, culturale, socioeconomica, dedicata al 50° anniversario di fondazione della Facoltà di Agraria dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza.
Da rilevare che, parecchi dei miei lavori scientifici, realizzati presso l'Istituto di Patologia Vegetale ed il Centro Sperimentale Nazionale per lo studio dei danni provocati dalle avversità atmosferiche in agricoltura, della nostra Facoltà di Agraria, entrambi da me diretti, mi hanno dato la inverosimile possibilità di trovare "collegamenti" - che ritengo anche irripetibili - che, di volta in volta, ho potuto "collegare" con "Personaggi" quali: Aristotele, Barbieri, Caravaggio, Cristoforo Colombo, Dante, Galileo, Leonardo, Millet, Peutinger, Rubens, Card. Schuster, Segantini, Virgilio, Vivaldi.
Ora, tale pubblicazione, che si è risolta in un ponderoso Volume, è pronta per la stampa, dopo un lungo, delicato e penoso periodo di sospensione dovuto ad una triste vicenda famigliare, per cui la "Celebrazione ufficiale del Grande 50°" viene leggermente differita rispetto al predisposto, lieto appuntamento.
In merito al citato Volume, torna doveroso ricordare altresì l'articolo della nostra Libertà del 19 giugno 1995, dal titolo: "Studiare le piante attraverso l'arte. Singolare specializzazione di un Patologo dell'Agraria . Il Premio Ambiente Carnia al prof. Giuseppe Fogliani per le ricerche sulle malattie dei vegetali", in quanto anticipava, nell'occasione, diversi capitoli in elaborazione del successivo indicato Volume.
Infatti, riporta: " Il suo lavoro è stato riconosciuto dal "Premio Nazionale Ambiente Carnia Alpe Verde" che gli ha attribuito, per il suo progetto di ricerca, l'Abete d'Argento, in quanto ha trattato del "Pirodiserbo", dello studio dell'evoluzione delle malattie avvalendosi delle testimonianze fornite dall'arte, ad esempio: Caravaggio, Millet, Rubens, inoltre, della letteratura, ricorrendo a Virgilio e Dante ed infine da annotazioni che provengono da testi musicali quali le Quattro Stagioni di Vivaldi.
Ma riprendendo ora, la mia pubblicazione sulla rivista Paragone, va definito un fatto successivo compiuto a proposito di Caravaggio e che rimane "collegato" ai miei 6 anni di insegnamento della materia Viticultura svolti per incarico presso la nostra Facoltà di Agraria, dagli anni accademici 1961-62 agli anni 1966-67.
GIUSEPPE FOGLIANI