Giovedì 8 Novembre 2007 - Libertà
«Porto in scena le morti bianche»
Il 16 e il 17 novembre al Teatro dei Filodrammatici la pièce di Barbieri coi musicisti Castagnola e Puc
Mauro Mozzani anticipa il suo nuovo spettacolo
PIACENZA - Non è stato facile contattare Mauro Mozzani, socio fondatore e componente della compagnia teatrale Manicomics: più che introvabile è assorbito completamente in un progetto, provato di continuo in quel mondo del teatro fuori dal tempo dove il cellulare non sembra avere mai campo. Quando è stato possibile parlargli ha esordito dicendo: «Sono giornate davvero faticose» ma la fatica nella sua voce è quella frutto di una soddisfazione sincera per il proprio impegno, realizzato all'interno di un simbiotico team instancabile e creativo come quello dei Manicomics.
Il progetto è Bianco silenzio - Il diritto di lavorare sicuri di Francesco Barbieri e Mauro Mozzani con il violoncello di Elena Castagnola, il musicista Stephane Puc, in scena al Teatro Filodrammatici venerdì 16 e sabato 17, realizzato con il contributo della Provincia, del Comune, della Fondazione di Piacenza e Vigevano, Cgil, Cisl, Uil e Confindustria, in collaborazione con l'Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi sul Lavoro, cui sarà devoluto l'incasso delle serate.
Da dove nasce questo progetto?
«Tornato dalla mia esperienza in America, dove ho lavorato per il Cirque du Soleil, ho cominciato a pensare seriamente a come potessero morire ancora così tante persone sul lavoro. Questo dubbio era sempre dentro di me come un "morso allo stomaco", acutizzato anche da una tragica esperienza personale: un mio amico, infatti, è deceduto mentre si recava sul posto di lavoro.»
Come è riuscito a collegare uno spettacolo di clown con gli incidenti sul lavoro?
«Il clown è per eccellenza e tradizione un essere anomalo che vive di incidenti, sui quali si basa il suo successo di pubblico. La gente si rivede in questo meccanismo, è come aprire una porta su cui c'è scritto "non entrare": negli ultimi mesi si è mosso qualcosa nell'opinione pubblica sulla tragedia dei morti sul lavoro ma non è sufficiente e soprattutto non è sempre stato così.»
Da questa considerazione, quindi, deriva il titolo Bianco Silenzio?
«Sì, le morti sul lavoro sono, infatti, definite "morti bianche" o "morti silenziose": il nostro progetto fa parte di uno più grande di formazione e sostegno a loro dedicato a cura della Provincia.»
Quali caratteristiche presenta il progetto a livello tecnico e stilistico?
«Lo spettacolo è intessuto del mio modo di scrivere degli ultimi anni: uno stile poetico di ricerca vicino al comico, un incrocio con il melanconico che utilizza come strumento privilegiato il clown come tecnica attoriale. Non è il classico teatro civile di denuncia, io non sono il narratore ma interpreto direttamente in scena il tentativo di parlare di una situazione drammatica, non solo nella forma della narrazione ma in uno stile teatrale.»
Lo spettacolo è scritto anche dal giovane talento ormai affermato Francesco Barbieri: come è stata la vostra collaborazione?
«Ho voluto creare una squadra giovane: infatti, è inutile lamentarsi del fatto che i ragazzi scappino da Piacenza se per primi noi non gli diamo le possibilità di impiegare la loro insostituibile risorsa sul territorio. Con Francesco ho già collaborato in modo molto proficuo in un cortometraggio. Oltre a lui, altri giovani: ad esempio Giancarlo Boselli che si occupa delle musiche e i Coccodrilli a manovella per le scenografie.»
Quali prospettive attenderanno i Manicomics?
«Dopo questo progetto, in cui crediamo molto, dal 23 al 27/11 riprenderemo Brutta Canaglia la solitudine.»
I 1500 morti in media ogni anno (4 al giorno) per infortuni sul lavoro sono l'oggettiva e vergognosa testimonianza della mancanza di una cultura della prevenzione: spettacoli sensibili come questo dicono che non deve essere più possibile il silenzio su chi "lavora da morire".
Elisa Malacalza