Mercoledì 24 Ottobre 2007 - Libertà
Quelle preziose miniature poetiche
Valtidone festival - Da Satie a Ravel, in Fondazione due grandi artisti fra liriche e musica
La voce della Gassman, il piano di Saracino: emozioni
PIACENZA - «Io consiglio di girare le pagine con un tocco piacevole e sorridente» indica lo stesso Erik Satie nella prefazione ai suoi Sports et divertissements, eseguiti l'altra sera all'Auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano, in apertura del penultimo concerto dell'edizione del decennale del Valtidone Festival, da una coppia d'eccezione: l'attrice Paola Gassman e il pianista Siro Saracino.
Straordinario appuntamento sia per la singolarità del programma che per la caratura degli interpreti, una riuscita comunione di elementi che ha richiamato un folto ed interessatissimo pubblico.
Sports et divertissements è una raccolta di piccole miniature poetiche e musicali scritte da Satie nel 1914. Aforismi, dialoghi surreali, in cui appare il mondo spensierato dei vari sport e divertimenti in una Francia che di lì a poco si sarebbe trovata in mezzo alla prima guerra mondiale.
Efficace la lettura poetica e musicale degli interpreti che hanno comunicato il particolare spirito dell'opera: brillante e diretta la lettura della Gassman e nitido il tocco pianistico di Saracino.
Scrittura artistica quella di Satie che vuole liberarsi dei legami con la musica colta e che diventa, come lui stesso la definiva, musique d'ameublement, musica che crea una vibrazione senza altro scopo perché come diceva sempre l'autore, «ha la stessa funzione della luce, del calore e del comfort in tutte le sue forme e non ha bisogno di essere ascoltata».
Come precisato da Livio Bollani, direttore artistico del Valtidone Festival, nel saluto di apertura, per rendere meno evidente il distacco fra l'opera di Satie e l'esecuzione di Gaspard de la nuit di Ravel, è stata eseguita Méditation après Apollinaire, una composizione interessante dello stesso Bollani che ha fatto da contrappunto alla recitazione di alcune poesie di Apollinaire.
Un passaggio che ha introdotto ai temi gravi dell'opera di Ravel, soprattutto nel refrain della poesia di Apollinaire in cui ossessivamente si ripete la frase: «I giorni se ne vanno, io rimango».
Gaspard de la nuit è un'opera per pianoforte solo, costituita da tre movimenti, ispirati ad altrettante poesie di Aloysius Bertand.
Ravel dichiarò esplicitamente di aver voluto comporre un'opera che superasse in difficoltà l'Islamey di Balakirev, unanimamente considerato uno dei pezzi più ostici mai scritti.
Ammirevole Saracino nell'affrontare la prova con ottima tecnica e inossidabile concentrazione, offrendo al pubblico la possibilità di accedere a questo mondo in cui la parola si traduce in musica.
Il testo poetico recitato dalla Gassman introduceva al clima musicale, come in Ondine, dove viene evocata l'immagine di una ninfa lacustre che canta con l'intento di sedurre lo spettatore per condurlo ad esplorare le profondità del lago. Il pianoforte comincia sulle liquide note acute della tastiera per poi scorrere lungo continue ondulazioni.
In Le gibet (il patibolo), il testo poetico si asciuga, osserva e descrive con lucido distacco. Il pianoforte amplifica la suggestione letteraria muovendosi sui registri gravi della tastiera e la ripetizione insistente di un accordo in Si bemolle evoca il rintocco di una campana e scandisce il tempo e lo spazio del condannato.
Scarbo descrive un folletto notturno, inquieto e dispettoso, quasi un insetto, che appare e scompare guizzando. La poesia si contrae e il pianoforte si muove in un rapido zampettare e in un correre vertiginoso. Scarbo riassume gli aspetti più vari del virtuosismo trascendentale di ascendenza lisztiana ed è uno dei brani più difficili dell'intera letteratura pianistica.
Straordinari Gassman e Saracino nel rappresentare il canto dell'ondina e il suo regno acquoso, il rintocco della campana e il clima d'orrore del patibolo, il ghigno di Scarbo e il suo moto frenetico, destinato a trascolorare e a vanificarsi.
Altrettanto generosi nei bis i due artisti hanno saputo entrambi regalare due momenti di intensità poetica: Saracino attraverso l'esecuzione di Gnossienne n.4 di Satie e Paola Gassman con la recitazione della poesia di Pablo Neruda Il piede del bimbo, in cui ha fatto vibrare ogni sfumatura di questa profonda riflessione sulla vita dell'uomo.
Lea Rossi