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Giovedì 1 Novembre 2007 - Libertà

La carta d'identità di un Paese libero

In Fondazione lo storico Achilli ha parlato della Costituzione

La Costituzione come carta d'identità del nostro Paese. Un'identità antifascista, perché non si può non tenere conto che la carta costituzionale della Repubblica italiana nacque dopo un ventennio di mortificazione delle libertà, di antiparlamentarismo, di partito unico e di dittatura; quel ventennio fascista al quale i padri costituenti opposero invece la tutela delle libertà, del pluralismo politico, della centralità del parlamento. Nella nostra Costituzione non può non rintracciarsi la sensibilità per le libertà, ma anche per la promozione dei diritti, e della giustizia sociale. Lo dice l'articolo 3: non ci si limita (come era nello Stato liberale) a garantire diritti, ma si chiede allo Stato di rimuovere gli ostacoli di carattere sociale ed economico per goderne.
Si è aperta con queste riflessioni di Fabrizio Achilli, presidente dell'Istituto storico della resistenza e dell'età contemporanea (Isrec), la conferenza dedicata alla Costituzione, organizzata dall'Irsec (coordinata dalla direttrice Carla Antonini) insieme al Cidis (centro informazione e documentazione per innovazione scolastica), e tenutasi martedì pomeriggio alla sede della Fondazione di Piacenza e Vigevano, con insegnanti, studenti, cittadini. La conferenza ha presentato gli atti del ciclo di incontri di formazione della cittadinanza sulla Costituzione, tenutosi dall'ottobre dell'anno scorso fino all'aprile di quest'anno. Ma il libro distribuito ai numerosi presenti, dal titolo Costituzione e domande di cittadinanza, si proietta anche al prossimo anno: oltre agli atti delle relazioni degli esperti e docenti universitari, vi si presentano infatti i percorsi didattici elaborati da 70 insegnanti di scuole primarie, medie, e superiori. I percorsi sono stati presentati da Maura Righi e da Giancarlo Schinardi che ha invitato anche i docenti che lo desiderassero a chiedere al Cidis di partecipare ai laboratori 2007-08.
Il prossimo anno ci sarà peraltro un motivo in più per affrontare il tema della Costituzione: i suoi 60 anni. Certo, non occorre un anniversario per ricordarci il valore della nostra Costituzione, «una delle più evolute dell'Europa democratica», per dirla con Achilli, che invoca per tutti, cittadini e giovani, «un sano orgoglio costituzionale».
Gli atti del ciclo di formazione sono un ottimo testo di formazione, con le varie relazioni di storici e giuristi: Paolo Pombeni, che illustra la fase costituente '46-'48, nel contesto di un Paese che rinasce, con i suoi partiti e il suo tessuto sociale; Nicola Antonetti e Mirco Dondi che si occupano del legame tra la fase costituente e l'unità antifascista; Nicola Gallo, che mette in evidenza l'apporto fondamentale di Giuseppe Dossetti e del principio personalista, ovvero il considerare la persona umana un valore assoluto, valore storico e naturale attorno alla quale si muove la costituzione. Un forte antidoto questo alla deriva totalitaria. Tra le relazioni, quella di Fiorenza Tarozzi, sulle italiane nel '900, le cittadine che votarono per la prima volta proprio per la Costituente. Altra donna protagonista dell'iniziativa, Anna Sarfatti, autrice di La Costituzione spiegata ai bambini. Gli atti si chiudono con la relazione del costituzionalista Maurizio Fioravanti, che sull'aggiornamento della Costituzione, pone dei limiti, oltre i quali non si può più parlare di riforma. Importante contributo nel libro, la pubblicazione integrale della Costituzione, nella versione aggiornata dopo la riforma del titolo V. Il libro è stato curato da Antonini, Schinardi, Righi, con Angelo Melfa presidente del Cidis, e con la consigliera comunale Lucia Rocchi. Il sostegno è venuto dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano, dall'assessore comunale Paolo Dosi e da quello provinciale alla formazione Fernando Tribi, entrambi presenti alla presentazione, con il viceprefetto Coppotti, rappresentante dello stato sul territorio.

DONATA MENEGHELLI

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