Sabato 27 Ottobre 2007 - Libertà
"Scrivere l'arte":domani Missiroli
(pat.sof.) La Fondazione Hospice deve avere un
patrimonio proprio, un bene solido come la struttura in cui verranno
accolti i malati in fase acuta. Lo sostiene il professor Rodolfo Canaletti, portavoce della Lega Italiana per la Lotta contro i tumori, uno degli attori principali della nascente fondazione. La posizione è significativa, perché fissa dei paletti precisi. Quando il Comune voleva dare in comodato l'area della Madonnina individuata per costruire l'hospice si è chiesto ed ottenuto che questo terreno venisse semmai donato - argomenta Canaletti - così c'è una certa perplessità oggi sull'offerta alternativa arrivata dall'Opera Pia Alberoni, ancora tutta da definire però nei dettagli, di concedere gratuitamente l'edificio "Portici" per una trentina d'anni. La Fondazione, argomenta Canaletti, se costruirà o ristrutturerà un edificio investendo fondi, dovrà poi essere proprietaria del bene che va a gestire. Detto questo, ieri Canaletti ha incontrato il sindaco Roberto Reggi al quale ha esposto la posizione della Lega che preme per arrivare ad una soluzione il prima possibile, è il momento di imprimere un colpo d'acceleratore: «Abbiamo creato un'aspettativa, i malati ci contano, bisogna stringere sul programma dell'hospice».
Tornando all'ipotesi avanzata dall'Opera Pia, Canaletti rinvia un giudizio a quando verrà corredata dal piano economico. «Ma insisto: la futura fondazione non può non avere un patrimonio, sarebbe un fatto anomalo». E questo verrà ribadito nella riunione del tavolo sull'hospice che dovrebbe tenersi entro la prima decade di novembre. «Poi vorremmo partire subito con la nascita della Fondazione di cui possono far parte solo soggetti privati, noi stessi, Legacoop e Confcooperative, Confindustria e Fondazione di Piacenza e Vigevano. Il Comune, la Provincia e la Camera di Commercio possono affiancare dall'esterno. Ma non c'è preclusione ad allargare ad altri l'ingresso nella Fondazione, da subito o in un secondo tempo».
c.car.