Lunedì 10 Settembre 2007 - Libertà
Torna a splendere il portale "laico"
Restaurato l'accesso alla sacrestia superiore della cattedrale
PIACENZA - (p.s.) Il portale "laico" della sacrestia superiore della cattedrale torna a splendere dopo l'opera di restauro sostenuta dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano.
Le formelle in terracotta di un rosso brillante sono disposte su quattro fasce e presentano un delicato motivo ornamentale oltre che una teoria di deliziosi amorini a bassorilievo. Il tema è tale per cui si ipotizza che il portale ornasse una abitazione civile, ma dal 1870 i canonici lo fecero montare intorno alla porta d'accesso della sacrestia, a sua volta in attesa di una risistemazione delle due sale con belle decorazioni neo-gotiche.
Il restauro è stato presentato ieri alle autorità, prima della cerimonia solenne presieduta dal vescovo Luciano Monari, presente il presidente della Fondazione Giacomo Marazzi, l'assessore alla Cultura Paolo Dosi, Alberto Spigaroli, presidente dell'Ente per il restauro di Palazzo Farnese e Mura farnesiane. Ne hanno riferito mons. Anselmo Galvani, canonico e rettore del Duomo e Tiziano Fermi, presidente dell'associazione Domus Justinae. Il portale è datato tra il '400 e il '500, ed è simile, per la finezza compositiva, a quello di palazzo Landi, sede del Tribunale. Faceva parte della raccolta d'arte e numismatica del canonico Bissi. Quando venne costruita la sacrestia nuova, nel 1870, si decise di montare qui l'opera, ma senza ricercare l'effetto "strombato", ovvero con fasce digradanti, originale. Il restauratore Davide Parazzi ha spiegato che la terracotta presentava forti depositi di nero-fumo e particolato atmosferico, rimossi con il bisturi per evitare abrasioni e con vapore acqueo, in seguito è stata posta una protezione con silicati. Anche la parete dove poggia è oggetto di un restauro che ha fatto riaffiorare l'antica calce bianca di fine '700 e una greca superiore.
(p.s.)