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Lunedì 15 Ottobre 2007 - Libertà

Il pavese Santi guarda all'Oriente
ispirandosi a Biseo

Scrivere l'arte - Alla "Ricci Oddi"

Cesare Biseo, pittore romano di secondo Ottocento, ha la fortuna - come altri artisti a lui coevi - di visitare i paesi del vicino Oriente (nel suo caso decisivo è un viaggio ad Alessandria d'Egitto) e di lasciarsi affascinare dalle città, dai monumenti e dalle popolazioni che incontra. Al pari del parmigiano Alberto Pasini si trova così a riportare un segno profondo a livello di figurazione e da quel momento in poi, con sempre maggiore esito, si inserisce in quella corrente cosiddetta degli Orientalisti che ha un buon seguito sia in Italia sia in Francia. Il caso di Biseo è poi quello di un artista di particolare qualità anche nel disegno, ed è per questo che viene chiamato a prestarsi a una rivista come l'Illustrazione Italiana oltre che a arricchire con i suoi lavori alcuni libri di viaggio dell'amico Edmondo De Amicis.
Per questi motivi forse il nobile Giuseppe Ricci Oddi acquista non solo un dipinto, Le favorite nel parco, ma anche un disegno di qualità, quell'Arabo di profilo da cui ieri è partito lo scrittore pavese Flavio Santi per leggere il suo racconto ispirato all'interno del ciclo Scrivere l'arte, sesta edizione, che s'inaugurava alla Galleria d'arte moderna della nostra città. E' stata l'occasione così di tornare a riflettere su un nodo non da poco della nostra società: se un secolo fa rappresentare l'Oriente, gli arabi e i loro costumi significava esprimere fascino e muovere interesse nei collezionisti, a cento anni di distanza ci troviamo invece in una situazione ribaltata e la cultura altra è oggi qualcosa con cui la nostra società si scontra, avendo ormai esaurito il momento dell'interesse genuino. Flavio Santi ha così messo in scena un arabo che in Italia ci sopravvive per scampare alla condizione di povertà del suo paese, ma che è trattato talmente male che si trova a pensare che forse allora è meglio fare guerra piuttosto che farsi sfruttare sul posto di lavoro. Vende bibite e snack in un cinema, viene strattonato e visto con meno rispetto di quello che si porta a un distributore automatico, e quindi finita la serata, mentre aspetta di veder sorgere l'alba che è l'unico spettacolo di bellezza che si può permettere, pensa: «Forse è meglio la guerra del cinema, a volte».
Il ciclo di Scrivere l'arte, organizzato dalla "Ricci Oddi" con il patrocinio dell'Assessorato alla cultura del Comune di Piacenza, prosegue grazie al sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano, che permette di raccogliere mano a mano nei Quaderni della Ricci Oddi i racconti degli scrittori ospiti, e alla collaborazione attiva del Lions Club Sant'Antonino che insieme alle ditte Ferrari&Perini e Arzani permette un momento di incontro ulteriore al termine di ogni lettura. Domenica prossima arriverà il giovane scrittore milanese Giorgio Fontana, autore per Mondadori del romanzo Buoni propositi per l'anno nuovo, che ha scritto il suo racconto ispirandosi al dipinto Cavallo bianco (1910) di Giuseppe Ciardi.

GABRIELE DADATI

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