Martedì 4 Settembre 2007 - Libertà
Le strade diventano palcoscenico
Castellarquato: oltre cento artisti di strada e ventimila spettatori
Artisti di strada, fino a pochi anni fa definizione limitativa, oggi invece consacrazione di un innato talento, magari in più di una disciplina al punto da essere tutelati da importanti organismi come la Federazione nazionale artisti di strada (F.N.A.S.). E Castellarquato nello scorso weekend ha ospitato la terza edizione di Et voilà. Festa degli artisti di strada a cappello, pittoresca kermesse curata da Castellarquato cultura e turismo, sostenuta da Amministrazione comunale, Camera di commercio, Provincia, Fondazione di Piacenza e Vigevano.
Oltre cento artisti hanno invaso il turrito borgo posizionandosi in punti strategici per offrire al pubblico intrattenimenti di vario genere, dall'animazione per bambini alla musica etnica, da esibizioni circensi a pantomime, da estemporanee pittoriche a performance poetiche. Castellarquato è diventato enorme palcoscenico riprendendo la secolare tradizione di giullari e cantastorie che fino a pochi decenni fa ne percorsero le strette contrade. Impossibile elencare tutti i protagonisti, ne ricordiamo solo alcuni: contagiosa l'allegria di Mago Carciofo e il brio dei Los Chatos, idoli dei bambini (spazio 1). Affascinanti i trampolieri di Instabile Urga ma trascinatore di grandi e piccini il gruppo La paranza del Geco (spazio 2). Fascino della musica esotica, mix tecnico e spirituale (spazio 3). Il simpatico mimo Parola Bianca ed un'eccentrica folk-singer, Erica Opizzi (spazio 4). Creatività con poesia, musica e ritratti di Porcari e Puca ma anche piante viventi per spaventare i passanti (spazio 5).
Fra discrezione e mistero non dimentichiamo la sfera dell'occulto con Cristina, Assuan e Jonathan, cartomanti prodighi di consigli e dotati di magici poteri (spazi 6 e 7). Il fuoco sempre attrae, sempre risveglia sentimenti atavici come ha dimostrato Euphoria (spazio 8). Non poteva mancare il circo, origine e fine di ogni spettacolo, fantasia assoluta (spazio 9). Ancora musica etnica ed un mimo che, ricoperto di giornali, leggeva tabloid trasparenti (spazio 10). Bravissimi i truccatori di Atelier fantastico che hanno trasformato i volti dei bambini (spazio 11). Coinvolgente anche il blues, musica dell'anima per eccellenza (spazio 12). Il caricaturista Giorgio si è sbizzarrito in comiche deformazioni dei volti dei passanti (spazio 13). Poi il mimo Decroux vestito di bianco, quasi un fantasma (spazio 14). Nella piazza della Collegiata concentrazione di artisti dalle 17 alle 23 (spazio 15). Alternanza di gruppi musicali e notevoli le armonie celtiche dei Cisalpipers (spazio 16). Infine sovrapposizione di gruppi per tutta la serata nei Giardini della Rocca (spazio 17).
Soddisfatto Luigi Franchi, amministratore di Castellarquato cultura e turismo: «Confermato e consolidato il successo degli anni precedenti con, mediamente, duecento persone per spettacolo, quindi nei due giorni circa ventimila persone per il carattere di giocosità che trasmette. Prova ne è l'entusiasmo dei bambini che in alcuni casi diventano veri e propri artisti, interagiscono con lo spettacolo. Del resto qualità dell'organizzazione e struttura urbanistica consentono al pubblico di assistere separatamente, senza problemi».
Le sobrie e possenti architetture sono dunque diventate sfondo per le esibizioni di brillanti improvvisatori che hanno attratto un pubblico eterogeneo, incuriosito da una diversa dimensione artistica, da una declinazione popolaresca, folcloristica, on the road ma estroversa e comunicativa perché in grado di fondere allegria e colori, estro e divertimento.
FABIO BIANCHI