Sabato 13 Ottobre 2007 - Libertà
L'Opera Pia offre una casa per l'Hospice
Svolta nella lunga vicenda della casa per malati terminali. Il tema irrisolto dei costi di gestione e degli "sbilanci" previsti
L'Alberoni propone un edificio a San Lazzaro. Reggi: a titolo gratuito?
Hospice. Si fa avanti l'Opera Pia Alberoni per proporre un "tetto" alla struttura che accoglierà i malati terminali: si tratta dell'edificio Portici, di fronte al Collegio alberoniano su via Emilia Parmense. La decisione è stata presa dal Cda dell'Opera Pia nella volontà di compiere anche «una scelta di carità» e in linea con le opere educative, culturali e sociali da sempre sostenute. Qui sorgeva l'ospedale di San Lazzaro e il complesso destinato nel piano regolatore a servizi pubblici, oggi inutilizzato, appare ideale ai proponenti per la collocazione nel contesto urbano, i facili collegamenti, la disponibilità di ampi spazi verdi a giardino e parcheggio. L'offerta è sintetizzata in una nota dell'Opera Pia firmata dalla presidente Anna Braghieri e conclude con l'appello alle istituzioni pubbliche e private, alle associazioni di malati per condividere l'idea.
Del progetto si parla da anni «Ma ad oggi risulta che nulla sia stato concretamente avviato» argomenta la nota.
La reazione del sindaco? Sollecitato in merito, Roberto Reggi si dice contento di questo nuovo argomento pro-hospice, purché si tratti di conferimento gratuito, con l'edificio già pronto e ammesso che vi sia congruità con il progetto elaborato dal "Tavolo" sull'hospice. Si imporrebbero altre valutazioni, infatti, se fosse richiesto un pagamento o se fosse necessario finanziare ristrutturazioni corpose (svariati milioni di euro) come si era a suo tempo ipotizzato per il recupero dell'edificio ai fini del Museo diocesano, idea poi tramontata. «In tal caso l'hospice potrebbe essere realizzata ex novo con un investimento che peserebbe la metà».
Il Comune ha già individuato l'area della Madonnina per costruire l'hospice che è il progetto bandiera più votato di Vision 2020 e porta la firma di Legacoop a cui si è aggiunta Confcooperative.
Ad ogni buon conto, la proposta avanzata dall'Opera Pia verrà portata alla prossima riunione del Tavolo, assicura Reggi, con attenzione specifica sui costi di gestione e l'individuazione dei soggetti che se ne faranno carico (già certo il conferimento dall'Ausl di 1 milione di euro l'anno per i 15 malati ospitabili, e gli impegni della Lega Tumori).
Sul tema della gratuità o meno della proposta, abbiamo girato la domanda alla presidente Braghieri, che non entra però nel merito, ma riafferma la disponibilità dell'Opera Pia a collaborare e a dialogare sul tema con il Tavolo e a definire in quella sede, insieme ai soggetti rappresentati, le esigenze sull'Hospice.
Alla gestione fa riferimento anche l'assessore Giovanna Palladini (Servizi sociali), giudicando interessante e generosa l'offerta, ma chiarendo però che non sono gioco tanto i muri, quanto la gestione, molto onerosa.
Da un primo studio di fattibilità, risulterebbe uno "sbilanco" annuale da coprire di 400-500 mila euro: argomento su cui sono impegnati attori pubblici e privati: Confindustria, Upa, Provincia, Comune, DiocesI, Ausl, Camera di Commercio, Fondazione, Legacoop, Caritas. L'Opera Pia entra oggi in questa partita per dare un contributo alla soluzione delle difficoltà che molti pazienti e le loro famiglie devono affrontare nelle fasi più critiche della malattia.
Patrizia Soffientini