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Mercoledì 17 Ottobre 2007 - Libertà

Remo Bodei: «La filosofia moderna
ha ampliato molto i suoi orizzonti»

Fra i protagonisti della giornata sulla Fenomenologia hegeliana, andata "in scena" ieri nell'auditorium di via S. Eufemia, nell'ambito dell'iniziativa LezioniLetture. La Fondazione per la cultura e la scuola, uno dei più animati si è rivelato senza dubbio Remo Bodei, che ha concluso la giornata di studi con l'intervento "La Fenomenologia dello Spirito nella cultura europea" e ha risposto ad alcune domande sulla reale attualità della filosofia oggi.
Professor Bodei, lei ha accettato di partecipare a questo evento piacentino tutto dedicato alla fenomenologia hegeliana. Ma qual è il vero ruolo della filosofia oggi?
«Senza dubbio la filosofia odierna ha conosciuto un notevole ampliamento di orizzonti rispetto al passato: basti pensare alla bioetica, a tutti quei problemi non risolvibili in modo scientifico, che si sono andati ad accumulare accanto ai quesiti "di lunga durata", proposti dall'estetica. Oggi dobbiamo confrontarci con culture diverse e spesso in conflitto fra loro: cosa fare? La filosofia offre una risposta esauriente, o comunque valida, perché ha come punto di riferimento l'intelligenza umana, la moralità».
Quindi la filosofia può essere ancora utile in un mondo in cui tutto sembra relativo?
«Naturalmente. E certe filosofie lo sono ben più di altre».
Un nome?
«Hegel. Un filosofo molto in auge durante l'epoca d'oro del marxismo, per gli evidenti influssi che tale pensiero subisce dal padre della Fenomenologia. Ma pensiamo anche all'influenza che la dialettica ha sull'esistenzialismo francese, su Sartre o sugli esponenti della Scuola di Francoforte, da Horkheimer a Marcuse. La filosofia hegeliana è sempre stata una presenza con cui confrontarsi: c'è stato un periodo in cui ha riscosso scarso interesse, salvo poi ritornare prepotentemente proprio in quel mondo anglosassone che l'aveva isolata. Oggi Hegel è uno dei filosofi più studiati, forse anche perché se ne percepisce meglio l'attualità in un mondo pieno di conflitti».
Hegel ha cercato di dare una risposta esaustiva al relativismo storico e sociale: dall'incontro di oggi sembra ci sia riuscito. Per lei invece cos'è il relativismo attuale?
«Io ritengo che il relativismo abbia in sé una componente polemica: spesso viene citato per poi evidenziare la forte necessità di valori saldi ed assoluti, quasi totalitaristici, che devono essere garantiti da certe istituzioni. Parlare di relativismo oggi diventa il pretesto per mettere sotto accusa alcune posizioni ideologiche che sono considerate negative e da distruggere».
Qualche anno fa Benedetto XVI espose molto chiaramente un'idea di democrazia e laicismo potenzialmente relativiste: lei cosa ne pensa?
«Esattamente l'opposto. La democrazia ha un valore assoluto, quello di rendere compatibili tutti i valori; e il laicismo non è bieco anticlericalismo, quindi penso che sia davvero insensato cercare di imporre una Verità. Ognuno si tenga la sua fede, ma nell'ascolto e nel rispetto reciproco».
Proprio riguardo alla laicità, lei è stato equiparato a Bloch, come "filosofo di una ragione laica": è d'accordo con questa definizione?
«Sinceramente non amo molto le definizioni; però a quella che di solito mi affibbiano, affermando che sono il meno peninsulare dei pensatori italiani, rispondo sempre: certo, ma sono anche il più insulare (è nato a Cagliari n.d.r.)».

b.para.

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