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Lunedì 8 Ottobre 2007 - Libertà

Frutti di ieri, passione di oggi

Frutti antichi - Successo della "due giorni" del Fai di Piacenza organizzata nel meraviglioso castello di Paderna
Più di cento espositori in vetrina e migliaia di visitatori

Pontenure - Frutti antichi dai nomi "parlanti", come il melone purceddu, la mela verdona e quella cioca, creazioni artigianali uscite da mani sapienti che conservano un'abilità ormai dimenticata e la suggestiva cornice di un maniero medievale perfettamente conservato. Una combinazione perfetta per Frutti antichi, manifestazione promossa dal FAI di Piacenza, da Cristina e Pierluigi Pettorelli del Castello di Paderna in collaborazione con il Comune di Pontenure e la Fondazione di Piacenza e Vigevano, che anche quest'anno ha registrato un successo straordinario con la presenza di centosette espositori.

Ma non solo i numeri della manifestazione sono importanti - tengono a sottolineare Pierluigi Pettorelli e Giovanna Caldani, segretaria del FAI piacentino ? Frutti antichi è cresciuta qualitativamente negli anni portando allo scoperto produzioni autenticamente di nicchia e ricerche di grande interesse ambientale riguardanti tutto il territorio nazionale.«Così accanto alle presenze storiche come i florovivaisti impegnati nella riscoperta di antiche varietà di viti, mele, piante aromatiche e fiori e il ricco settore del biologico piacentino, molte anche le novità e le autentiche rarità, tutte rigorosamente autoctone. Innanzitutto i presidi slow food della Sicilia dedicati al melone purceddu invernale, alle lenticchie di Ustica, al fagiolo badda di Polizzi, al limone interdonato di Messina e alla manna delle Madonie e quello ligure della patata quarantina. Nell'area riservata alle semenze, oltre all'istituto agrario Bocchialini di Parma, anche gli stands del Corpo Forestale dello stato, dell'associazione francese Kokopelli e dell'associazione per la promozione della Val Tidone. Fra le lavorazioni artigianali si segnalano, tra i tanti, gli utensili in pietra ollare della Val Chiavenna di Roberto Lucchinetti, le bizzarre cuffiette per bambini di Giuditta Iaccarino, le pipe realizzate a mano da Fulvio Trangoni, i bastoni intagliati di Giorgio Garilli, le nasse di Mario Belforti, le perle di vetro di Giovanna Poggi, le pomone (collezioni di frutta artificiale) di Davide Furno, le anatre da richiamo realizzate con erbe palustri dal veneto Dino Davanzo,e gli abiti della tradizione valdostana di Valgrisa.
Nella due giorni al castello tanti sono stati gli eventi e le iniziative culturali, come la premiazione da parte del sindaco Angela Fagnoni e del capodelegazione FAI Domenico Ferrrari di progetti realizzati dai ragazzi delle scuole di Pontenure e Gragnano, le conferenze dedicate alla biodiversità e alla frutta antica nella rappresentazione artistica, i laboratori di tessitura e semina per i bambini a cura della Cascina Cambonino Vecchio, le visite guidate all'oratorio di S. Maria Assunta a Valconasso. «Una manifestazione ? ribadisce l'assessore all'ambiente Basilio Riga - in cui l'obiettivo della promozione delle tradizioni e delle produzioni locali si salda con l'esigenza di valorizzare le aree rurali del nostro territorio e offrire opportunità di sviluppo economico agli operatori».

Cristina Maserati

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