Martedì 11 Settembre 2007 - Libertà
Daverio: «Onorato per il premio»
Al Castello di S. Pietro in Cerro il mondo della cultura ha festeggiato i due anni della rivista piacentina
Lo storico dell'arte apre l'albo d'oro di "Ore Piccole"
"Quando si risvegliò, il dinosauro era ancora lì". Questa concisa frase, che costituisce il racconto più breve del mondo (opera dello scrittore guatemalteco Augusto Monterroso) è servita a Gabriele Dadati e Stefano Fugazza per far comprendere la gioia di ritrovare in vita e in buona salute, a due anni dall'uscita del primo numero, la rivista Ore piccole da loro fondata e diretta: strumento di incontro tra artisti e scrittori sulla letteratura e l'arte italiane dal secondo '900 a oggi, che si è prefissata il difficile e faticoso compito di trasmettere cultura in un mercato editoriale che pare sempre più aver perso di vista tale obiettivo.
Una gioia che i due direttori hanno voluto condividere con gli amici della rivista: artisti, scrittori, rappresentanti delle istituzioni della città in cui la rivista è nata e degli sponsor che ne consentono l'esistenza, invitati al Castello di San Pietro in Cerro per festeggiare la rivista e, più in generale, i valori dell'arte e della cultura che essa porta avanti.
«Una festa - ha detto Franco Spaggiari, proprietario del castello - che costituisce la destinazione ideale per il castello e il Museo in esso allestito (il mim-Museum in Motion), pensato proprio come contenitore di questo tipo di eventi, nella convizione che se si parlasse più di arte e di cultura nel mondo, l'uomo vivrebbe meglio».
Nel bel cortile loggiato del castello si sono incontrati dunque domenica sera persone, personaggi e personalità, tra cui il sindaco di Piacenza Roberto Reggi e il sindaco di Castellarquato Alberto Fermi, il questore Michele Rosato e il prefetto Alberto Ardia, il giudice Pio Massa, il ten. col. Edoardo Cappellano, comandante del nucleo comando dei Carabinieri, l'editore di Libertà Donatella Ronconi, il presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano Giacomo Marazzi e il presidente della Camera di Commercio Giuseppe Parenti, il responsabile dei beni culturali della diocesi don Giuseppe Lusignani e una nutrita rappresentanza degli artisti piacentini, scrittori piacentini e non ed esponenti del mondo culturale del territorio.
La festa è stata inoltre l'occasione per il conferimento a Philippe Daverio della prima edizione del neonato Premio Ore piccole, che sarà di anno in anno rivolto a coloro che, con grande preparazione e professionalità, dimostrano la capacità di divulgare il valore dell'arte e della letteratura al di fuori del ristretto mondo degli "addetti ai lavori".
Con il fine senso ironico e dell'umorismo che lo contraddistingue, Daverio ha ritirato il premio dichiarando di sentirsi molto onorato da tale conferimento, soprattutto per due motivi: in primo luogo per il grande rispetto che egli prova per Stefano Fugazza, «disperato direttore di un importantissimo museo (la Galleria d'Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza, ndr) che nessuno nella sua città prende sul serio, il quale eroicamente resiste alla lentezza del sistema nel quale è costretto a lavorare»; e in secondo luogo perché fin da quando era bambino in Alsazia sperava di riuscire prima o poi a ricevere un "Premier prix": «Questo è primo nel senso che è la prima edizione - ha detto scherzando l'altra sera - ma mi permette comunque di poter dire che finalmente ho vinto un "1° Premio" anch'io!».
Consegnato a Daverio da Roberto Reggi, il premio consisteva in una incisione di Leonardo Cemak, il noto artista marchigiano già autore delle illustrazioni del primo numero di Parole piccole, collana di volumetti allegati alla rivista. In occasione della festa sono state inoltre esposte le incisioni dell'artista lodigiano Teodoro Cotugno, che illustrano il testo del secondo numero della collana: Conoscere la provincia di Cesare Angelini. La festa, che si è conclusa con un concerto dei Link Quartet, è stata allietata da un raffinato buffet, opera dello chef Lorenzo Botti.
CATERINA CARAVAGGI