Lunedì 24 Settembre 2007 - Libertà
Gianelline, musical con stile
Municipale - Teatro gremito e molti applausi per "Caterina, Chiara e le altre..."
Raccontando lo "sbarco" in Sudamerica
PIACENZA - Era una scommessa rischiosa rappresentare con un musical la Chiavari di inizio '800, i primi passi in Liguria delle opere di monsignor Antonio Maria Gianelli, la fondazione dell'Istituto delle Figlie di Maria Santissima dell'Orto (conosciute come suore gianelline) e il loro arrivo nel 1856 a Montevideo, in Uruguay.
Eppure lo spettacolo Caterina, Chiara e le altre..., su testi di Andrea Massucco ed Eugenia Cafferata, musiche originali di Mauro Luciani, è riuscito nell'intento di raccontare mezzo secolo di storie di vita, mantenendo un buon ritmo nella narrazione, commuovendo e facendo partecipi gli spettatori degli slanci, degli scoramenti, delle difficoltà del primo gruppo di consacrate, guidate dalla fiducia nella Provvidenza nelle loro scelte decisive. Come quella di accettare la richiesta di aiuto, giunta dall'Uruguay, di aprire nella capitale un ospedale per i poveri. Altre religiose avevano rifiutato, ma suor Chiara disse subito di sì e le Gianelline - come ha ricordato suor Maurizia Pradovera - furono le prime suore di vita attiva a stabilirsi in America Latina. I 150 anni dal primo viaggio, avvenuto nel 1856, sono stati celebrati in Uruguay anche con uno speciale annullo filatelico.
Suor Maurizia, piacentina, madre provinciale, ha avuto l'idea di proporre un musical per l'importante ricorrenza, parole e musica che rievocassero quella vicenda con fedeltà e potessero raggiungere un ampio pubblico. Il Municipale, gremito, ha applaudito a lungo lo spettacolo, che nelle intenzioni di suor Maurizia voleva essere un'occasione per parlare del bene, «l'unica forza capace di cambiare la Storia». Le otto gianelline che si imbarcarono sul bastimento "Piemonte" al porto di Genova il 23 agosto 1856 rimangono un esempio di questa possibilità, offerta a chiunque. All'epoca, monsignor Gianelli era morto da 10 anni, vescovo di Bobbio dal 1838. Al Municipale alla figura del fondatore è stata dedicata parte del primo atto, tra i poveri della cittadina ligure, verso i quali si rivolgeva la sollecitudine del sacerdote. Sullo sfondo, a caratterizzare le varie scene, immagini in grande formato di luoghi legati alla biografia del santo: la chiesa di San Giovanni e il Santuario della Madonna dell'Orto, con l'affresco della cupola che vide, la vigilia di Natale del 1831, la struggente separazione della vedova Caterina Podestà, decisa a entrare tra le Gianelline, e la figlia Angela, di 4 anni, affidata ai nonni.
A interpretare la prima superiora generale dell'Istituto, il soprano Daniela Stigliano, che ha intonato un'intensa Ave Maria, per invocare sulla bambina la protezione della Madonna. Anche Angela vestirà l'abito delle Figlie di Maria, con il nome di suor Giuseppa (in memoria del padre) e sarà lei a dover guidare la prima missione in Argentina. La sorella di Caterina, suor Chiara, sarà invece l'anima instancabile dell'avamposto uruguayano, memore dell'invito di don Gianelli alle suore: «Siate spregiudicate», ossia libere dai pregiudizi.
I quadri si sono susseguiti, cronologicamente, animati anche da suggestivi momenti corali, come la processione per allontanare l'epidemia di colera nel 1835, conclusa con il miracolo delle rondini davanti a 7000 fedeli. Lo spettacolo è stato realizzato da volontari, con la partecipazione del Coro Polifonico Antoniano, diretto dal frate francescano padre Costanzo.
Anna Anselmi