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Sabato 22 Settembre 2007 - Libertà

Geografia, apre il cantiere del festival

Dal 28 al 30 settembre a Piacenza incontri e tavole rotonde con i massimi esperti del settore
Obiettivo: riflettere sul tema per proporre un grande evento

Se è vero che Piacenza, come scrisse Leonardo da Vinci, è "terra di passo" e dunque terra di confine, vocata naturalmente al dialogo tra le culture, al passaggio di popolazioni, alla conoscenza di sempre nuovi e lontani orizzonti geografici (non a caso il nostro territorio accoglie istituti bancari e realtà economiche di respiro internazionale, numerose realtà militari, sedi universitarie e centri di ricerca in relazione con il mondo scientifico d'Europa e d'oltreoceano e punta a diventare la capitale europea della logistica), Piacenza dev'essere la sede ideale per studiare, approfondire e comunicare le sollecitazioni che oggi giungono dalla geografia: disciplina complessa e sfaccettata, strettamente connessa alla comprensione del mondo in cui viviamo in tutti i suoi aspetti.
Questo è il pensiero che ha dato vita al numero Zero di GEOfest: tre giorni di incontri e tavole rotonde sul tema della geografia intesi come una sorta di "cantiere aperto" per l'istituzione di un Festival della Geografia da tenersi a Piacenza a partire dal 2008.
L'evento, che è stato presentato ieri nella sede della Provincia, si svolgerà in diversi punti della città da venerdì 28 a domenica 30 settembre, offrendo a tutta la cittadinanza l'opportunità di riflettere su un tema straordinariamente vasto com'è quello della geografia, ascoltando la voce di autorevoli esperti del settore e confrontandosi con le loro conoscenze. Parteciperanno infatti alla manifestazione due dei più importanti protagonisti della riflessione geografica italiana: Massimo Quaini, considerato il maggior teorico italiano della geografia, venerdì sera, e, domenica pomeriggio, Franco Farinelli, i cui studi hanno cambiato il modo di interpretare e raccontare la geografia. La giornata di sabato sarà poi dedicata al rapporto tra geografia e didattica, per capire come la scuola si relaziona con questa disciplina, e a una delle tante questioni dell'esser nel mondo toccate dalla geografia: il viaggio, analizzato nelle sue diverse modalità, da quello reale a quello fatto con la mente attraverso il cinema, la letteratura e le opere d'arte. In entrambi gli incontri la riflessione su questi argomenti sarà alleggerita dallo humor di Patrizio Roversi, "cerimoniere" della giornata. Domenica sarà quindi la volta di due scrittori, Duilio Giammaria e Ambrogio Borsani, che si confronteranno sui modi di raccontare il mondo, mentre nell'incontro conclusivo, organizzato con il Gruppo Astrofili di Piacenza, si parlerà della geografia del cielo stellato.
Organizzata dalla Provincia e dal Comune di Piacenza con il patrocinio della Fondazione di Piacenza e Vigevano, la tre giorni di fine settembre intende essere un "prologo" a un Festival della Geografia che è ancora da costruire e che a seconda di come risponderà la città potrebbe realizzarsi il prossimo anno.
«La domanda che sta dietro a questa proposta - ha detto ieri in conferenza stampa l'assessore provinciale alla cultura Mario Magnelli è: "Si può fare un grande evento culturale a Piacenza?". Con il progetto che presentiamo oggi vogliamo affermare che le istituzioni ci sono e ci vogliono provare, ma nello stesso tempo intendiamo ribadire che non vogliono farlo da sole».
«Il numero Zero di GEOfest - ha spiegato infatti Magnelli - è una proposta che rivolgiamo al territorio: per diventare un progetto completo, un grande evento culturale capace di proiettarsi in modo forte al di fuori dei confini piacentini, avrà bisogno, oltre che di una forte coesione dei soggetti istituzionali, di una forte partecipazione della città e dei suoi soggetti culturali e di una forte implicazione di sponsor privati».
«Speriamo in una risposta incoraggiante da parte della città - ha aggiunto l'assessore alla cultura del Comune Paolo Dosi - per poter progettare per l'anno prossimo un evento importante e prezioso, con il quale poter caratterizzare il nostro territorio attraverso un tema, quello della geografia, fondamentale in un mondo sempre più fondato sul confronto e lo scambio tra identità e civiltà diverse».

CATERINA CARAVAGGI

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