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Venerdì 28 Settembre 2007 - Libertà

I giovani e la musica:rapporto da coltivare

All'auditorium della Fondazione - Nel dibattito con Frontini e Oliva

PIACENZA - I giovani d'oggi sono distratti, qualunquisti, nichilisti? No, non è assolutamente così e certe indagini sociologiche hanno sistematicamente ribaltato tali pregiudizi. Come nella ricerca "commissionata", invero svolta in collaborazione dal Conservatorio Nicolini con l'Università Cattolica di Piacenza, per avere dati attendibili su situazione ed aspirazioni musicali a Piacenza.
Il "Nicolini" è istituto glorioso, ha sempre brillato per professionalità e competenza ma oggi fatica a coinvolgere i giovani nonostante originali iniziative organizzate negli ultimi anni. L'altro giorno, nell'auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano, nella conferenza "I giovani e la musica a Piacenza" Fausto Frontini, presidente del Conservatorio Nicolini e Gaetano Oliva, docente di "Teatro di animazione" alla Cattolica di Piacenza, hanno illustrato le conclusioni raggiunte dal gruppo di studio coordinato da Eugenia Montagnini, docente di "Sociologia del territorio e dell'ambiente" sempre alla Cattolica di Piacenza, che non è potuta essere presente.
Frontini ha sottolineato come sia stato sondato «l'orientamento di oltre centocinquanta giovani verso la musica. Dopo la legge di riforma del 1999 il "Nicolini" desiderava rilevare le istanze inespresse per riflettere su qualità dell'offerta, su quello che s'aspettano i giovani. La riforma prevede programmazione, didattica, interventi per comprendere la mutabilità delle esigenze. E' stato rilevato che Piacenza ed il "Nicolini" offrono molto però c'è carenza di informazione e poca comunicazione. I giovani si lamentano per la mancanza di spazi ricettivi dove creare e produrre musica. Bisogna agevolare l'accessibilità presso enti locali e spazi privati. C'è scarsissima formazione nonostante la centralità della musica nella vita dei giovani. C'è desiderio di suonare in prima persona contro massificazione dei gusti e consumi standardizzati».
Interessanti le conclusioni: «La musica è modalità autoespressiva ed autoriflessiva, occasione di socializzazione. Internet è strumento, non spazio di crescita. A Piacenza il livello di formazione è carente, in alcuni casi c'è ignoranza ma non indifferenza musicale perché i giovani subiscono una forma di globalizzazione e non sanno come orientarsi». Oliva ha a sua volta ricordato come si è in generale cercato di «mettere in evidenza il contributo formativo delle arti espressive, musica in particolare. Per gli educatori è uno strumento in più che possono avere. Più si conosce l'ambiente ed il mondo, più si può usare la musica. Conoscere l'utilizzo che si fa permette di formulare migliori proposte formative, dare indirizzi alla gente, stimolare una presa di coscienza». In questo caso ricerca non solo descrittiva ma applicativa, obiettivo centrato dunque, perché disponiamo ora di un quadro realistico, informazioni utili per intervenire in tempi brevi e per elevare la cultura musicale offrendo così alla città ulteriore elemento di crescita civile e morale.

Fabio Bianchi

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