Fondazione di Piacenza e Vigevano Stampa
  Rassegna Stampa
spazio
  Comunicati Stampa
spazio
  Eventi Auditorium Piacenza
spazio
  Eventi Auditorium Vigevano
spazio
  Comunicazione
spazio

 
Home Page     Rassegna Stampa   


Sabato 29 Settembre 2007 - Libertà

Roversi: «La geografia è viaggiare»

Intervista al conduttore tv che oggi sarà ospite dei due appuntamenti di GEOfest
Sto pensando a un giro per l'Italia senza benzina

Lui si definisce un sedentario, ma è difficile credergli, visto che girando le sue tre ultime trasmissioni televisive ha più volte fatto il giro del mondo. Stiamo parlando di Patrizio Roversi, il giornalista conduttore televisivo che con Turisti per caso, Velisti per caso ed Evoluti per caso è diventato, insieme alla moglie Syusy Blady, "il viaggiatore" per eccellenza. Chi meglio di lui, dunque, può introdurre all'incontro di GEOfest previsto per questo pomeriggio in cui si parlerà della geografia dei viaggiatori?
In attesa di incontrarlo alle 17.30 ai giardini della Galleria Ricci Oddi (o, in caso di maltempo, all'auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano in via S. Eufemia 12), o anche questa mattina all'incontro su geografia e didattica che si svolgerà a Palazzo Farnese e di cui farà da "cerimoniere", abbiamo rivolto a Roversi qualche domanda.
Cos'è la geografia secondo Patrizio Roversi?
«Se devo dire cos'è stata a livello scolastico, devo dire che è stata una materia che ho approcciato in maniera mnemonica e della quale non ero un entusiasta. Poi però a un certo punto la geografia come tale mi è piombata addosso nel quotidiano e ho scoperto che in effetti è la più completa delle materie e degli sport: è una materia che ne contiene altre cento. Nella mia testa la geografia sono i viaggi che ho compiuto, i ricordi che ne conservo, i luoghi che ho visto, le facce delle persone che ho incontrato, le carte di cui ho tappezzato casa mia e che costituiscono un "detonatore per i sogni": le guardo e comincio a progettare viaggi, oppure mi accontento di guardare anche soltanto il nome di quei posti che ancora non ho visto e che vorrei vedere. E poi la geografia è lo sfondo di un mare di letteratura?»
Darwin, il grande studioso di cui avete seguito le tracce con "Evoluti per caso", era partito alla scoperta di un mondo ancora sconosciuto. Oggi che tutto è già stato scoperto, esiste ancora lo spazio per il viaggio di esplorazione o siamo tutti condannati alla pratica turistica?
«Io non credo che la pratica turistica sia una condanna. Anche con il viaggio turistico comunque in qualche modo si esplora. Anche solo il fatto di andare lontano, di cambiare abitudini alimentari, di incontrare persone che parlano un'altra lingua e di porsi domande diverse è obiettivamente una esplorazione. Certo, se uno si limita ad andare in uno di quei villaggi in cui si mangia pastasciutta ovunque ci si trovi nel mondo, senza mai mettere il naso fuori, il discorso cambia?
Per quanto riguarda poi i viaggi di esplorazione propriamente detta, ritengo che esistano ancora, per fortuna, molti luoghi incontaminati. Quel che bisogna chiedersi è se valga davvero la pena, per chi non ha uno scopo preciso di studio, di voler fare queste spedizioni estreme, in primo luogo perché non è il caso di contaminarli e poi perché ritengo che un non professionista vi andrebbe più per misurarsi con se stesso che con la realtà di quei luoghi».
Nell'introduzione al libro "La geografia secondo Patrizio Roversi", di prossima uscita, Massimo Quaini afferma che in questo mondo globalizzato il nuovo, l'incognito, il diverso si nasconde oggi dietro l'angolo, con una rivincita del locale sul globale. Nei vostri viaggi voi avete finora privilegiato mete lontane ed esotiche. Non avete in programma di "esplorare" in questo senso anche l'Italia e l'Europa?
«Abbiamo in mente per la prossima estate, se la cosa va in porto, se ce la faranno fare e se riusciremo a organizzarla, di andare in giro per l'Italia senza benzina: in canoa, in bicicletta, in barca? alla scoperta di percorsi meno usuali del turismo italiano, che sono meravigliosi e fondamentali anche per la nostra economia. C'è fin troppa gente che va a vedere Venezia, la torre di Pisa, il Colosseo e Capri: vorremmo contribuire a spostare i flussi turistici verso altri percorsi. Sarà uno slow tour di un'Italia alternativa».
Cosa consiglia a chi intende mettersi in viaggio?
«Per me, che sono un sedentario, la vita del viaggiatore è complicata e faticosa. Per questo consiglio di fare un viaggio solo quando si ritiene che ne valga davvero la pena. E' fondamentale essere motivati, essere davvero entusiasti, prepararsi prima, coltivare la voglia. Il viaggio deve essere qualcosa che calzi a pennello su di noi, come un paio di scarpe. Ritrovarsi in viaggio senza essere convinti, perché gli amici ci hanno trascinato o perché il luogo di destinazione è di moda, è come indossare un paio di scarpe strette».

CATERINA CARAVAGGI

Torna all'elenco | Versione stampabile

spazio
spazio spazio spazio
spazio spazio spazio