Martedì 11 Settembre 2007 - Libertà
«Energia pulita, pronti a fare impianti»
Fra i temi dell'agenda autunnale del mondo produttivo piacentino, Giglio illustra la proposta "forte" del consorzio CosiPc
Fonti rinnovabili, Confindustria chiama Fondazione e Politecnico
Rimbalza su Piacenza il grande dilemma della produzione di energia - da qui al 2030 è prevista una crescita globale del 53 per cento dei fabbisogni - e avanza una risposta di qualità ambientale per compensare la corsa mangia-carburante: «Vogliamo produrre energia da fonti rinnovabili, acqua, sole e vento, sul territorio piacentino, coinvolgendo per una ricerca dei siti compatibili la Fondazione di Piacenza e Vigevano, la Camera di Commercio e per l'aspetto scientifico il Politecnico». E' la proposta più forte lanciata da Confindustria Piacenza, per voce del presidente Sergio Giglio e segnata con l'evidenziatore nell'agenda autunnale del mondo produttivo locale. Attraverso l'azione del Consorzio CosiPc, che riunisce imprese piacentine ma si apre a nuove adesioni, c'è disponibilità ad investire su impianti eolici, idroelettrici, per solare termico: «Se riusciamo a convincere la Fondazione a investire in ricerca mirata per l'energia rinnovabile, si potrà lanciare un grande progetto territoriale da sottoporre all'autorizzazione provinciale». Sono ipotizzabili dei co-finanziamenti su una partita oggi più che mai strategica per il nostro Paese.
Il disegno proposto dal mondo industriale comprende compensazioni mirate. «Pensiamo, ad esempio, ad un impianto sulla diga del Molato per produrre energia, gli enti coinvolti dovrebbero avere naturalmente delle agevolazioni sui consumi». L'impresa è di tale portata da dover coinvolgere necessariamente pubblico e privato, forze sociali e istituzioni, nel segno di una visione ambientalmente corretta.
Giglio fa pressione anche su altri temi: il completamento della Tangenziale, il nuovo ponte sul Trebbia per alleggerire il traffico e «che deve partire quanto prima», sulla cui realizzazione gli industriali sono intenzionati a concorrere. Il progetto per la Pedemontana? Cambia nome, non profilo: «Non chiamiamola Pedemontana, però è necessaria una nuova strada che accetti in maniera radiale lo sviluppo delle valli, collegandosi con Tangenziale e ponte, fino a San Nicolò». Sul progetto c'è stata una riunione fra Confindustria, ordini degli architetti e degli ingegneri, Camera di Commercio e si vuol rilanciare la proposta per il nuovo Ptcp con una disponibilità a farsi carico della progettazione. E per CosiPc gli obiettivi si moltiplicano: dall'autostrada Cremona-Mantova («dopo l'aggiudicazione provvisoria della gara si entra in una fase molto operativa»), alle opportunità legate ai mille parcheggi di cui ha parlato il sindaco Roberto Reggi per la zona di piazza Cittadella.
Idem per le aree militari: «Rispettando l'autonomia del Comune e in modo completamente distaccato dalle decisioni, vogliamo ribadire che il nostro aiuto c'è nella disponibilità a finanziare il concorso di idee, a dare una mano» assicura Giglio.
In una fase congiunturale buona, dove la meccanica vive un trend al galoppo, è necessario pensare a sostenere la qualità della forza lavoro. «Mancano tecnici, ingegneri e la ricerca di personale è estenuante per le aziende». Intanto si lavora alla missione in Turchia (21-24 novembre) e cresce anche il progetto del polo agricolo e biotecnologico collegato alla visita del sottosegretario al ministero dell'Agricoltura Guido Tampieri, con il coinvolgimento di Cremona e Parma, attraverso le eccellenze universitarie. In quanto alle sollecitazioni venute dal mondo sindacale su Vision 2020, Giglio condivide pienamente la necessità di dar gambe e muscoli al metro leggero che si apra su Lodi e Milano.
Un'ultima parola sul fisco, Confindustria guarda al modello-Germania «abbatterà di 9 punti la tassazione ed è una macchina che va già forte». La tregua fiscale? «Non sapevamo che c'era una guerra... - commenta Giglio - è invece il momento che tutta Confindustria faccia sentire la sua voce. Il ministro Bersani sta facendo tanto, speriamo non sia insensibile ai richiami delle aziende».
Patrizia Soffientini