Fondazione di Piacenza e Vigevano Stampa
  Rassegna Stampa
spazio
  Comunicati Stampa
spazio
  Eventi Auditorium Piacenza
spazio
  Eventi Auditorium Vigevano
spazio
  Comunicazione
spazio

 
Home Page     Rassegna Stampa   


Domenica 5 Agosto 2007 - Libertà

Owens, il sound corposo del flicorno

Pecorara: il grande trombettista americano ha incantato il pubblico del Valtidone Festival con un brillante trio
Dal be bop al blues, al funky: un concerto ricco di armonia

PECORARA - Dieci anni festeggiati nel migliore dei modi per il Valtidone Festival, rassegna musicale itinerante sostenuta in particolare dai Comuni della Valtidone, dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano e dall'Editoriale Libertà.
Per tutta l'estate big della musica internazionale hanno gratuitamente allietato varie località e l'altra sera, ultimo appuntamento prima della pausa estiva, nella sezione Valtdione etnica/jazz a Pecorara si è esibito nientemeno che Jimmy Owens, uno dei più grandi trombettisti americani, accompagnato da un brillante trio composto da Chicco Capiozzo (batteria), Mecco Guidi (organo), Daniele Santimone (chitarra).
Dopo la presentazione di Franco Albertini, sindaco di Pecorara, per cui «il Valtidone Festival è non solo importante evento culturale ma anche traino per l'attività turistica ed in futuro verrà senz'altro potenziato» e l'introduzione di Livio Bollani, direttore artistico dell'iniziativa, il gruppo ha incantato per quasi due ore un pubblico davvero numeroso giocando su avvolgenti melodie.
Owens, ben assecondato dai collaboratori, con l'inseparabile flicorno ha sciorinato un repertorio completo passando ineffabilmente dai tempi lenti delle ballads ai tempi più incisivi e veloci del be bop nelle sue varie declinazioni, poi da sonorità blues molto vicine a quella vocale a contaminazioni funky, reggae ed anche disco. Il risultato? Un sound corposo, rotondo, ricco di ritmica e di armonia grazie anche alla grande esperienza acquisita da Owens in vari contesti partendo da lontano, dall'era swing addirittura.
In alcuni assoli ha optato per un fine lirismo, suoni quasi introspettivi, privi di esuberanza e vivacità hard ma intrisi di venature free. Inizio con Take the A train di Duke Ellington, poi Expression of a feeling di Owens, Blues in G, storico standard e via via motivi di Owens - Look softly, Martin's theme, Peaceful walking, Sweet gentle lullaby, What's the use - alternati ad altre famose composizioni come Body and soul di Heynan/Green o Tour de force di Dizzie Gillespie.
I pezzi eseguiti hanno richiesto alla band maggiore concentrazione per la complessa struttura musicale mentre gli standard, pochi nell'occasione. sono di solito più lineari ma hanno anche permesso loro notevole libertà espressiva, quel gusto dell'improvvisazione - caratteristico di Owens come ribadito anche dai suoi interventi, in madre lingua però - fondamentale in questi concerti per catturare l'uditorio, misurare l'atmosfera.
La vocazione per la musica è sempre istintiva, insondabile ed Owens (nato a New York nel 1943) appartiene a quella schiera di eletti che hanno avuto il privilegio di possedere, coltivare e dimostrare il sopraffino talento: esordio ufficiale a 16 anni in un'orchestra di giovani promesse, a 20 anni entra nel giro delle grandi band e come side-man collabora con Lionel Hampton, Charles Mingus, Herbie Mann, addirittura Duke Ellington, Max Roach, Count Basie e poi stabilmente con le orchestre di Thad Jones, Mel Lewis e Archie Shepp.
Negli anni Settanta tiene prestigiose attività seminariali in tutti gli Stati Uniti, come leader incide oltre 150 opere nonostante il declino della tromba negli anni Ottanta e, importante, assume la carica di presidente della Jazz foundation of America, associazione per il sostegno economico e materiale ai jazzisti.
Grande serata dunque per Pecorara: nella pittoresca e da poco ristrutturata piazza XXV aprile Owens, da autentico virtuoso e con grande carisma, ha affascinato per straordinaria tecnica, suono profondo, pulito e cristallino grazie anche al validissimo trio di supporto.

Fabio Bianchi

Torna all'elenco | Versione stampabile

spazio
spazio spazio spazio
spazio spazio spazio