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Martedì 21 Agosto 2007 - Libertà

Ex Macello, arrivano gli studenti

Quasi completate le opere di ristrutturazione: l'Urban Center finalmente apre i battenti. Curiosità per l'ingresso sullo stradone Farnese
Dal 20 settembre nuova "casa" per Architettura

Da settembre il destino dell'ex Macello svolta definitivamente. Decenni fa, qui venivano macellati i capi di bestiame per sfamare la città, tra poche settimane invece arriveranno gli studenti nei padiglioni rinati: ottantacinque per il terzo anno del corso di laurea in Architettura ambientale e una sessantina, fra italiani e stranieri, per il debutto del quarto e quinto anno della laurea magistrale in Architettura, con una sezione in italiano e una sezione in inglese.
I corsi partono il 1° di ottobre, l'inaugurazione dovrebbe essere intorno al 20 di settembre. Un passaggio che alleggerirà l'affollamento del Politecnico di via Neve regalandogli altri 2mila metri quadrati.
Pareti murarie chiare e calde di mattone, sassi di fiume bianchi che delimitano qua e là gli "chalet", i vialetti, nati per trasferire gli animali e convertiti in vie interne di una cittadella della cultura dove incontrarsi, parlare e pensare insieme. L'ex Macello si presenta oggi lungo lo Stradone Farnese "filtrato" da una parete trasparente, una rete agganciata a una fitta "palizzata" metallica che ne segna l'ingresso, senza chiuderlo alla vista e che ha già sollevato molta curiosità fra i passanti.
E' questione di giorni ormai, conferma l'assessore Ignazio Brambati (Lavori Pubblici) e il cantiere dell'Urban Center sarà completato dopo anni di lavori condotti a stralci successivi. Per il Politecnico è un passaggio atteso, l'Ateneo occuperà diversi edifici con aule, laboratori, uffici di segreteria e spazi espositivi per mostre culturali e scientifiche, fruibili da tutta la città.
«Dobbiamo stipulare la convenzione con il Comune - spiega il direttore di sede Renzo Marchesi - ma si tratta di un semplice passaggio burocratico, è già definita la formula della cessione degli spazi in comodato per trent'anni, mentre il Politecnico si fa carico della gestione ordinaria e straordinaria e del funzionamento».
Sotto il profilo didattico, l'Ateneo sta inserendo il quarto e quinto anno di Architettura, laurea che, come poche altre, ha il riconoscimento della Comunità Europea. Si sta già attivamente lavorando per arredare gli uffici, si sistemano i collegamenti informatici, su cui l'Ateneo investe 600 mila euro. Altri 400mila euro sono impiegati per gli arredi, spiega Marchesi, di cui 130mila donati dalla Banca di Piacenza.
C'è orgoglio anche per la dimensione internazionale che sta acquisendo il Politecnico, sono una ventina gli stranieri che dovrebbero studiare in queste aule già da settembre. Per sostenere il processo di internazionalizzazione occorre ricordare anche le dieci borse di studio istituite in tal senso, di cui sette da parte della Fondazione di Piacenza e Vigevano e tre dell'impresa Sogeco. Ma l'orgoglio maggiore è per questa "casa" nuova e prestigiosa: «Tra le sedi di Architettura in Italia vantiamo spazi particolarmente belli», un'attrattiva che, unita alla qualità dei corsi, appare vincente.
Marchesi non si stanca di ripeter quanto sia fondamentale - e peraltro previsto dal Ministero per le sedi esterne - il sostegno di tutta la comunità. Il Politecnico non cammina ancora esclusivamente sulle proprie sue gambe. La sfida del radicamento è tale per cui le eccellenze universitarie nel loro complesso possono compierla solo «in stretta sinergia con il territorio e con risorse che arrivano dal territorio». «Per quanto ci riguarda, - conclude Marchesi - è un grande aiuto la legge regionale per il diritto allo studio che riconosce la nostra sede di Piacenza come parte del sistema». Importante anche far crescere l'accoglienza destinata agli studenti di fuori, creare un clima e un contesto giusto. I pavimentazione prevista di fronte al Politecnico, ovvero lo spazio pedonabile messo in sicurezza, aggiungerà un ulteriore tassello.

Patrizia Soffientini patrizia.soffientini@liberta.it

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