Lunedì 6 Agosto 2007 - Libertà
Bobbio, da Gerberto al generale Bellocchio
Un convegno per presentare la prestigiosa rivista scientifica Archivum Bobiense
Con il convegno "Da Gerberto al generale Bellocchio", la prestigiosa rivista scientifica Archivum Bobiense XXVII-XXVIII è stata presentata a Bobbio nella suggestiva cornice dell'Auditorium di Santa Chiara.
Fra i discorsi ed i saluti delle autorità presenti è emerso l'intervento del sindaco Roberto Pasquali, che ha comunicato ai presenti l'appoggio finanziario della municipalità alla rivista. E' poi seguita un'animazione visiva per collocare paesi e luoghi dai quali erano pervenuti specifici messaggi ed apprezzamenti.
Ad aprire i lavori del convegno e dare il via alle relazioni scientifiche è stato Flavio Nuvolone, che ha illustrato il contenuto dell'ultimo volume di Archivum. Il direttore scientifico ha poi auspicato che «la collaborazione e la solidarietà si rafforzino perché l'anima dell'impresa non si affievolisca e non si spenga». Tra le novità della rivista due soggetti hanno condotto da Gerberto-Silvestro II, la sua figura ed il suo insegnamento, al ventesimo secolo e alla Resistenza. Gerberto ottiene tre contributi su Archivum: Costantino Sigismondi descrive le iniziative culturali che lo hanno riguardato nel 2006, Nuvolone dettaglia la novità d'un iscrizione e del monogramma col nome del grande, e Laura Paladino offre la prima traduzione italiana della sua biografia, ad opera del discepolo Richero di Reims. E' quest'ultima ad illustrare l'insegnamento di Gerberto, grazie ad una animazione che descrive la costruzione della sfera e gli elementi astronomici. Un modo per spiegare le qualità pedagogiche e volgarizzatrici del maestro.
Il Comandante della VII brigata, Italo Londei, nel suo intervento ha letto una propria testimonianza circa le sue relazioni col generale Giuseppe Bellocchio. Accenti toccanti di amicizia e stima. Ha presentato per cenni quanto del suo superiore era stato stampato l'anno scorso, La Relazione, e quest'anno col Piano insurrezionale di Milano. Un'edizione integrale introdotta e commentata. Un'analisi acuta e documentata che si ricongiunge all'epoca e allo spirito dei fatti. Il generale Bellocchio, comandante militare prima del CNL, poi della piazza di Milano, nonostante l'efficacia del lavoro svolto dall'8 settembre '43, aveva l'onestà di riconoscere, all'inizio del maggio '45, come la liberazione di Milano fosse dovuta "ai suoi patrioti". «Una testimonianza preziosa che fa la storia nel momento in cui si produce».
L'amministrazione provinciale, con Maurizio Gariboldi e Eugenio Tacchini, ha presentato il progetto informatico "Penelope", un progetto che mira tra l'altro alla creazione virtuale della Biblioteca monastica di Bobbio. Iniziativa che Danilo Biancospino, direttore di Archivum, ha affermato di considerare con particolare interesse perché completi i progetti che avevano condotto alla microfilmatura dell'Archivio di San Colombano, ora all'Archivio di Stato di Torino, e a quella non ultimata, ma condotta con fondi privati, dei manoscritti bobbiesi.
Pierre Racine ha concluso il convegno parlando della partecipazione bobbiese alla Lega Lombarda, ciò che avviene nella scia del Comune di Piacenza, al quale quello di Bobbio era soggetto. Detto in altri termini gli imperativi economici piacentini e milanesi hanno condizionato la liberazione degli ostacoli nel percorso della Valtrebbia, le cui conseguenze si sono avute pure a livello politico. Il cattedratico ha illustrato il fatto sulla base di alcuni documenti del Registrum Magnum di Piacenza e del Codice diplomatico del monastero di Bobbio.
Il presidente della seduta, Mario Pampanin, presidente degli Amici di San Colombano, al termine ha sottolineato l'interesse dei temi trattati ed ha espresso i ringraziamenti della rivista alla Fondazione di Piacenza e Vigevano, al Comune di Bobbio e al suo sindaco.
PAOLO CARINI