Giovedì 19 Luglio 2007 - Libertà
Veleia, di scena D'Abbraccio e Quattrini
"Teatro e archeologia" del regista Arena apre sabato con la commedia di Ritsos
piacenza - Storie di fantasmi a Veleia, la città romana sviluppata su terrazzamenti lungo il declivio della collina, poi abbandonata e riemersa dall'oblio quasi due secoli e mezzo fa. Oggi, di quel lontano e importante passato rimangono ben poche vestigia, ma capaci di evocare le ombre di una storia che qui non è mai stata definitivamente sepolta.
L'area archeologica, visitabile gratuitamente tutti i giorni, dalle 9 a un'ora prima del tramonto, da nove anni apre i suoi cancelli anche la sera, per accogliere sulle pietre del foro di età augustea gli spettacoli della rassegna Teatro e archeologia, diretta dal regista cremonese Beppe Arena. L'edizione 2007, che è stata presentata ieri in Provincia, propone due commedie, La festa delle donne di Aristofane e Mostellaria di Plauto, e l'intenso monologo Elena di Ghiannis Ritsos, con il quale il festival verrà inaugurato sabato prossimo, con replica domenica.
L'inizio, come per tutti gli appuntamenti, sarà alle 21.30. Il regista Francesco Tavassi (che aveva già diretto Elisabetta Pozzi in Fedra dello stesso Ritsos) ha affidato a Mariangela D'Abbraccio - l'attrice napoletana interprete a teatro di Maria Stuarda, La gatta sul tetto che scotta, Anna dei miracoli, Sei personaggi in cerca d'autore, Nella città l'inferno, Napoli milionaria - il ruolo della bellissima moglie di Menelao.
Ma della donna fatale, contesa da principi e re, non c'è ora più traccia. Nel 1970 il poeta greco ha immaginato la sua Elena come una vecchia stanca e sola, derisa dalle avide e scaltre serve, senza parvenza dello splendore della sua gioventù. La regina si affida alla memoria zoppicante, agli oggetti sopravvissuti che sembrano però muoversi nella casa, come mossi da spettri. Eppure non rinnega nulla di quella vita precedente, del tutto tramontata.
Venerdì 27 e sabato 28 luglio a Veleia debutterà il femminismo ante litteram della Festa delle donne di Aristofane, nella traduzione di Edoardo Sanguineti, per la regia di Beppe Arena; protagonista Paola Quattrini, una lunga esperienza di attrice teatrale (tra gli ultimi lavori in cui ha recitato: Un tram che si chiama desiderio, Oggi è già domani) e televisiva (negli sceneggiati di Sandro Bolchi e Giuseppe Ferrara). Una produzione veleiate che - ha annunciato Arena - verrà portata in Abruzzo, in Calabria (nella rassegna Magna Grecia Teatro, dedicata quest'anno alle traduzioni di Sanguineti) e in Sicilia. La conclusione, venerdì 3 e sabato 4 agosto, verrà affidata alla Mostellaria di Plauto, con gli attori del laboratorio teatrale del Plautus Festival di Sarsina, la città natale del commediografo latino. I fantasmi questa volta vengono furbescamente evocati per coprire luculliane baldorie. «Si tratta di un'opera molto attuale, sul conflitto generazionale tra padri e figli» ha aggiunto Arena, precisando come Teatro e archeologia voglia essere anche un modo per avvicinare la gente al teatro: «I testi sono stati adattati; la durata non supera l'ora e mezzo. La nostra proposta si rivolge al pubblico più ampio».
Ieri sono intervenuti anche l'assessore provinciale Mario Magnelli (cultura e turismo), che ha ribadito le finalità della manifestazione («valorizzazione culturale di Veleia e promozione del territorio»), il sindaco di Lugagnano, Aldo Lombardelli, che ha auspicato ulteriori eventi per far conoscere l'area archeologica; e Orazio Zanardi Landi, presidente di Piacenza Turismi, cui compete l'organizzazione di Teatro e archeologia (per informazioni, tel. 0523.305254). La rassegna è promossa da Soprintendenza archeologica, Regione, Provincia, Comune di Lugagnano, con il sostegno d: Fondazione di Piacenza, Camera di Commercio e altri sponsor.
Anna Anselmi