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Martedì 17 Luglio 2007 - Libertà

Klaus Pier: «Il nostro viaggio tra classica e contemporanea»

Di scena stasera nel cortile del Castello di Santimento

santimento - Stasera alle ore 21.15, nel pittoresco cortile del Castello di Santimento, il Valtidone Festival ospiterà uno dei più conosciuti fisarmonicisti austriaci, Klaus Paier, che per la prima volta sbarca in provincia di Piacenza con il suo Trio (Stefan Gfrerrer al contrabbasso e Roman Werni alla batteria). Lo spettacolo sarà gratuito sino ad esaurimento dei posti disponibili e in caso di maltempo si terrà presso il Centro Culturale di San Nicolò.
Nel Valtidone Festival la fisarmonica ha avuto da sempre un ruolo di primaria importanza, al di là del collegamento con i Concorsi internazionali di musica della Valtidone, per la sua poliedricità e capacità di incarnare il senso di libertà e al tempo stesso di identità culturale dell'uomo: oggi la si ritrova impiegata in ugual misura nella musica folk e in quella d'avanguardia ed è una tra le voci più emancipate nel variegato coro degli strumenti musicali.
Signor Paier, lei ha esplorato, con accortezza, il mondo della fisarmonica a 8 anni. Ha svolto un lavoro specifico sul suono e sul mantice.
«Il suono dello strumento e la trasparenza dell'esecuzione sono da sempre la mia massima priorità. Ma è possibile ottenerli solo coordinando in modo molto specifico il lavoro sul mantice con un arrangiamento propriamente armonizzato. E' solo grazie a un lavoro di questo tipo che mi è stato possibile liberare lo strumento dal suono impastato e dalla caratteristica mancanza di messa a fuoco del fraseggio».
Qual è stata la forma musicale ad averla più profondamente influenzata?
«Negli anni Ottanta ho studiato fisarmonica, jazz e composizione al conservatorio di Klagenfurt, in Austria: sono stati anni di sperimentazione, durante i quali ho affrontato generi agli antipodi, come la classica, il jazz e la contemporanea, dopo i quali, a partire dal 1993, ho cominciato a realizzare progetti miei. Nel jazz e nel tango ho trovato la libertà necessaria per poter sviluppare un mio linguaggio musicale personale. Nel tango, soprattutto, lo considero una sorta di spazio sonoro su cui un artista può proiettare la propria creatività musicale».
E i musicisti da cui ha attinto?
«Ho attinto ispirazione soprattutto da strumentisti come Keith Jarrett, Bill Evans, Charles Mingus e Thelonious Monk, per me inestimabilmente significativi grazie alla loro concezione del jazz, ricca di molteplici potenzialità e libertà musicali. Proseguendo poi nella ricerca di forme espressive più personali, mediate dalla fisarmonica, sono approdato a Dino Saluzzi e al Tango Nuevo di Piazzolla».
Così come gli altri eventi del Valtidone Festival, il concerto, promosso dal Comune di Rottofreno in collaborazione con la Fondazione di Piacenza e Vigevano ed organizzato dall'associazione culturale Tetracordo sotto la direzione artistica di Livio Bollani e con il patrocinio del Forum Austriaco di Cultura di Milano, sarà ad ingresso gratuito sino ad esaurimento dei posti disponibili e in caso di maltempo si terrà presso il centro culturale di San Nicolò.
Ricordiamo che gli altri enti promotori, patrocinatori e sostenitori degli Eventi musicali internazionali della Valtidone sono i Comuni di Pianello Valtidone, Sarmato, Agazzano, Calendasco, Castel San Giovanni, Gragnano Trebbiense, Nibbiano, Pecorara, Rottofreno e Ziano Piacentino; la Regione Emilia Romagna, la Provincia di Piacenza e la Comunità montana della Valtidone; Tidone Energie, Engineering 2K, Libertà, Piacenza Turismi, Maggi Group Real Estate, Caffex, Coopselios, Capital Market, Schimmel Pianos, Salvi Harps, il Gruppo Alpini di Pianello Val Tidone e l'Avis di GragnanoTrebbiense.

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