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Martedì 3 Luglio 2007 - Libertà

Frank Forlini: «Dedico l'Angil dal Dom a mia moglie»

Giornata piacentina per il celebre ristoratore tornato da New York. Visite in Fondazione e a Libertà

«Dedico questo premio a mia moglie Luisa - (oh, thank you ... risponde lei, sorpresa ed orgogliosa) - che mi sopporta sempre. Poi ai miei genitori, alla Società Val Trebbia e Val Nure ed all'amico Giuliano Ferrari con i Viaggi dell'amicizia». Così Frank Forlini, il ristoratore piacentino di New York, re di Little Italy, parla per la prima volta dell'Angil dal Dom 2007 nella città che il prossimo 9 settembre glielo consegnerà. Lo fa nello studio del direttore di Libertà prima, in quello del presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano poi. Quella di ieri è stata la prima giornata cittadina di Frank Forlini che come ogni anno è tornato dalla Grande Mela per riassaggiare il sapore dei pascoli sopra Groppallo (alla Pennula), il cuore della propria terra. «Pensi che appena passato il Natale mi dice che dobbiamo prenotare l'aereo per l'Italia - fa sapere la moglie Luisa Segalini (di Pradovera) -, il suo cuore batte qui». Frank Forlini, 84 anni portati splendidamente, è il ristoratore piacentino più famoso. Nel suo ristorante ha dato da mangiare da Frank Sinatra a Rudolf Giuliani; avvocati, magistrati e coroner hanno conosciuto su quei tavoli accanto al Palazzo di Giustizia la polenta, i panzerotti, i pisarei e faso. Ieri Forlini ha incontrato in mattinata il direttore di Libertà, Gaetano Rizzuto. Era accompagnato dalla moglie e da Giuliano Ferrari, presidente dell'associazione dei Viaggi dell'amicizia, il partner piacentino della società Val Trebbia e Val Nure. «Mi sento molto onorato del premio, ringrazio la mia famiglia, la Società con tutti coloro che ci hanno aiutato a trovare i fondi per le borse di studio, l'amico Ferrari». Forlini si riempie d'orgoglio quando parla dei piacentini a New York: «Sono grandi lavoratori e persone oneste. Tanti li abbiamo aiutati noi, tutti quelli che sono arrivati a New York e che sono venuti a chiedere aiuto». Ancora: «Che cosa provo quando torno a Piacenza? Una grande commozione ogni volta. Mi viene voglia di piangere quando scendo dall'aereo». Dalla gioia, naturalmente. Anche se qui non è tutto come prima: «Mi dispiace molto di non trovare più mucche e pecore; tutta la nostra campagna non è più coltivata. Alla Pennula, su sette famiglie, c'è una persona sola che ha sei o sette cavalli. Ma questa è la mia terra». Nel pomeriggio Forlini, la moglie e l'amico Ferrari hanno avuto un lungo e cordiale incontro con Giacomo Marazzi, il presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano, colui che il 9 settembre consegnerà personalmente a Forlini la statuetta dell'Angil dal Dom sul sagrato del Duomo. Marazzi ha consegnato al ristoratore la lettera con il conferimento del premio ed ha condiviso con gli ospiti le proprie esperienze di lavoro negli Stati Uniti. Un'atmosfera informale in cui è emerso come la figura di Forlini quale vincitore dell'Angil si sia rivelata azzeccata, visti i tanti consensi arrivati in Fondazione dopo la pubblicazione della notizia su Libertà. Durante la giornata c'è stato il tempo anche per mettersi in contatto telefonico con il presidente della Società Val Trebbia e Val Nure, Antonio Mosconi attualmente a New York.

Federico Frighi

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