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Sabato 30 Giugno 2007 - Libertà

Il Meditango Ensemble di Chiapelli
suona Piazzolla a Villa Tavernago

Valtidone festival - Domani di scena il gruppo del fisarmonicista

AGAZZANO - Dopo quattro anni, domani sera alle 21.15 il Valtidone Festival torna in una delle più belle dimore storiche della provincia, Villa Tavernago ad Agazzano. Protagonista del concerto sarà il Meditango Ensemble di Tiziano Chiapelli, composto anche dalle violiniste Lorella Baldin e Maria Vicentini, dalla violista Grazia Colombini e dalla violoncellista Paola Zannoni, riunite a loro volta nel gruppo "Les Quartettes".
Lo spettacolo, per il quale si sono adoperate l'amministrazione comunale di Agazzano (che assieme ad altre dieci Municipalità della Valtidone e alla Fondazione di Piacenza e Vigevano promuove il Valtidone Festival, organizzato dall'associazione culturale Tetracordo sotto la direzione artistica di Livio Bollani) e l'immobiliare Maggi Group Real Estate, sarà ad ingresso gratuito sino ad esaurimento dei posti disponibili.
Con il fisarmonicista Chiapelli abbiamo parlato di questo suo gradito ritorno alla Valtidone, dove ha mosso i suoi primi passi.
Chiapelli, in concerto lei rileggerà due classici come Piazzolla e Galliano. Sono i suoi preferiti?
«Sicuramente sì, per come hanno rivoluzionato il tango. La serata sarà arricchita dai brani più belli di Piazzolla, con arrangiamenti classici che ho avuto da Galliano. In New York Tango invece ci sarà spazio per l'improvvisazione e per i miei arrangiamenti».
Lei è, tra l'altro, fresco vincitore del premio del pubblico allo Spazio Rotative di Libertà, nell'ambito delle celebrazioni per i dieci anni del progetto-musica della Valtidone. Se lo aspettava?
«Quella sera ho semplicemente scelto il genere che ritengo maggiormente rappresentativo e al pubblico è piaciuto. Qui devo però aprire una parentesi: sono molto grato a Piacenza e alla Valtidone. E' lì che ho iniziato e questo non lo dimentico. E da lì ho proseguito, anche per quanto riguarda le mie collaborazioni con grandi jazzisti. Per questo torno sempre volentieri e mi sento molto legato alla città e al progetto-musica di Livio Bollani».
Come fisarmonicista, ha collaborato con grandi orchestre ed è stato diretto da Gatti, Chailly, Abbado... Cosa pensa del fatto che, in Italia, per decenni il suo strumento è stato esclusivamente associato alla musica popolare?
«Attualmente collaboro con molti direttori della Scala e, oltre a esibirmi con Les Quartettes, mi sono trovato spesso coinvolto in progetti con orchestre sinfoniche. La musica popolare, tuttavia, è un genere dignitoso che ha la sua storia. Il problema è che la musica popolare italiana, a differenza per esempio del Brasile, non si è evoluta. Siamo rimasti un po' indietro. In occasione del recente concerto di Galliano nell'ambito del Valtidone Festival, abbiamo parlato proprio di questo argomento. La letteratura per fisarmonica deve comunque essere valorizzata, come ogni altra cosa».

Eleonora Bagarotti

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