Sabato 30 Giugno 2007 - Libertà
Cresce la formazione professionale
Presentato ieri un volume sui nuovi orizzonti scolastici. «L'Emilia Romagna è molto attenta a queste tematiche»
«Non solo raccordo con i bisogni del mondo del lavoro»
In attesa della riforma della scuola superiore, si aprono nuovi orizzonti sul fronte della formazione professionale. L'argomento è stato affrontato nel volume «Personalizzazione formativa e evoluzione organizzativa - dall'agenzia formativa al polo formativo - tecnologico», realizzato da Giovanni Chiozza e Giuseppe Morsia, rispettivamente amministratore delegato e consigliere di amministrazione di Enaip, ente di formazione professionale.
Il volume, pubblicato dalla casa editrice Berti con il contributo dell'amministrazione provinciale, è stato presentato ieri mattina all'Auditorium della Fondazione, alla presenza dell'assessore provinciale al Sistema scolastico e formativo, Fernando Tribi, di Giulia Antonelli, del servizio istruzione e integrazione tra i sistemi formativi della Regione Emilia Romagna, e di Giancarlo Sacchi, referente del Centro di documentazione educativa di Piacenza, autore della prefazione al testo.
Filo conduttore del dibattito, l'impegno di riconsegnare alla formazione professionale una dimensione che non sia ancillare rispetto alle esigenze del mercato del lavoro, ma che rappresenti una vera opportunità di crescita per i giovani e non solo. «Non deve fungere solo da raccordo con i bisogni del mondo produttivo, per quanto questo aspetto sia importante - puntualizza l'assessore Tribi -. La formazione deve garantire anche l'emancipazione e la mobilità professionale del lavoratore. La costituzione dei poli formativi (entro l'anno scolastico 2008/2009 sarà costituito un polo in ciascuna provincia della Regione, con il coinvolgimento delle scuole superiori, imprese, associazioni di categoria, enti di formazione professionale e enti locali, ndr) è una delle poche novità in campo». «L'Emilia Romana è un territorio molto attento a queste tematiche» fa notare Antonelli, che sottolinea come sia importante la sottolineatura, contenuta nel volume presentato ieri, della individualizzazione e della personalizzazione del percorso formativo, in grado «di portare i ragazzi verso un futuro aperto». «Stiamo cercando di stringere i tempi - prosegue Antonelli - per far convergere tutte le ricchezze di cultura e di collaborazione che hanno trovato un terreno fertile, con una forte modalità di regia a livello regionale che non faccia più sentire isolati i territori. I poli formativi rappresentano la risposta più matura alle esigenze di formazione professionale che possono pervenire: rappresenteranno una porta aperta, e il nostro obiettivo è di costruirli in "progress", in maniera tranquilla».
L'analisi condotta in chiusura da Giancarlo Sacchi mette a sua volta in evidenza come la creazione dei poli possa riuscire a superare la dicotomia tra il sistema dell'istruzione e quello della formazione professionale, nella logica di, come diceva don Milani, «una buona riuscita è rappresentata dalla riuscita di tutti».
Paola Pinotti