Mercoledì 27 Giugno 2007 - Libertà
Piacenza, capitale del progresso agrario
nel volume di Saltini
Presentato da Bianchini e Fiorentini
Fiorente colonia romana, crocevia di dinamici mercanti in epoca comunale, "città di passo" nel Rinascimento, sprazzi di grande civiltà fra '600 e '700, Piacenza nella seconda metà dell'800 - oltre alla primogenitura politica - assurse alla ribalta nazionale per fortunata, non casuale però, coincidenza di fattori.
Denominatore comune in tutte queste epopee l'agricoltura, addirittura trainante a fine '800 come ben ricostruito nell'interessante volume "Istituzioni agrarie e progresso delle campagne. Nasce a Piacenza il moto di rinnovamento nazionale" (edizioni Spazio rurale) di Antonio Saltini, storiografo agrario modenese, presentato ieri all'auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano, moderatori Giovanni Bianchini - Presidente dell'azienda sperimentale "Vittorio Tadini" che con la medesima Fondazione ha sponsorizzato l'iniziativa - e Fausto Fiorentini, storico e scrittore.
Bianchini ha sottolineato «il ruolo propulsore di Piacenza a fine '800 e l'azienda Tadini è erede di quel rinnovamento. Prezioso frammento di storia con Piacenza vera capitale del progresso agrario. Questo volume è contributo significativo alla storiografia agraria nazionale. Qui c'è sempre stata produzione, ricerca e sperimentazione». Fiorentini ha aggiunto come «Piacenza abbia vissuto un momento di grazia a livello nazionale. La borghesia piacentina cambia pelle nell'800 a differenza di Parma che, quando cominciano le tensioni sociali, entra in crisi. Le prime macchine operatrici, Bubba in particolare, nascono qui perché i piacentini hanno un'apertura maggiore della più illuminata Parma. Il libro poi non si chiude nella prospettiva locale, è un "campo lungo"». Saltini ha infine ricordato come «a Piacenza non ci siano "vacche nere". Questa ricerca è una riflessione sulla storia della scienza come storia della cultura occidentale. La scienza è più arretrata, si aggiorna. La cultura tecnica degli agricoltori è in ritardo ma un'élite di agricoltori decide di fondare Consorzi e Federazioni. Deus ex machina Giovanni Raineri: viene a Piacenza, coinvolge agricoltori forse massoni per senso di internazionalismo, contatti con il senatore Luigi Luzzatti provato massone e sintonia dei proclami dei Consorzi con quelli massonici». Ricerca originale, dunque, analisi ben documentata di un periodo decisivo nella crescita non solo materiale, constatazione dell'imprescindibilità dell'agricoltura nonostante l'incipiente industrializzazione.
FABIO BIANCHI