Martedì 26 Giugno 2007 - Libertà
Katia: sì, mi sento Leonora
Trovatore - Giovedì l'opera a Vigoleno, parlano il soprano e il tenore Zulian
La Pellegrino: la parte sembra scritta per me
VIGOLENO - Vigoleno, borgo del XII secolo, riedificato dagli Scotti dopo la distruzione da parte di Galeazzo Visconti, si offre come fondale scenico naturale allo spettacolo lirico.
La Fondazione Toscanini, in collaborazione con l'Amministrazione provinciale e la Fondazione di Piacenza e Vigevano, si è impegnata a riportarvi Il trovatore in coproduzione con il Teatro dell'Opera Giocosa di Savona, regia di Elisabetta Courir, scena di Guido Fiorato. L'Orchestra della Fondazione Toscanini è diretta dal maestro Massimiliano Stefanelli, Coro del Teatro Municipale diretto da Corrado Casati.
Il trovatore è capolavoro riconosciuto, esemplare del melodramma italiano, colore del fuoco, del sangue, esaltazione di passioni e sentimenti (anche se sgrossati con fin troppa decisione) e si presta particolarmente agli esterni di Vigoleno, come confermato da precedenti successi della manifestazione musicale.
Il debutto dell'opera è per giovedì 28 giugno (ore 21.30), repliche sabato 30, venerdì 6 e sabato 7 luglio. L'estate musicale di Vigoleno, come noto, si concluderà domenica 8 luglio con Lucio Dalla in concerto.
Doppia compagnia di canto per le parti principali del Trovatore. Il soprano Katia Pellegrino è Leonora, il tenore Renzo Zulian interpreta Manrico, poi il mezzosoprano Thea Demurishvili è Azucena e il baritono Roberto Servile è il Conte di Luna.
Completano il cast il basso Enrico Iori (Ferrando), mentre Cristina Cappellini è Ines e Dario Magnabosco è Ruiz.
Nelle repliche di sabato 30 giugno e 7 luglio si alternano nelle rispettive parti, Rachele Stanisci (soprano), Giorgio Casciarri (tenore), Laura Brioli (mezzosoprano) e Claudio Sgura (baritono).
Katia Pellegrino è nota al pubblico del Municipale per essere stata protagonista nel concerto Omaggio a Verdi e poi in Luisa Miller (2001) e ancora ne La battaglia di Legnano (2005). Dopo gli studi musicali a Venezia, Katia Pellegrino si è affermata, fin dai primi debutti, nel repertorio verdiano. Leonora è il personaggio che ha affrontato con successo e maggior frequenza, dal debutto al Regio di Parma, poi al San Carlo di Napoli e all'Opera di Roma. «Come Leonora - dice - ho cantato in tante edizioni diverse. La parte è mia, sulle mie corde vocali, quasi Verdi l'avesse scritta per me. Lo ringrazio ogni volta che mi accingo ad una nuova interpretazione».
A Vigoleno il soprano ha già cantato in Ernani, quindi conosce bene la situazione scenico-acustica. «Si canta all'aperto con tutti i rischi del caso -dice - ma non c'è bisogno di forzare la voce, la voce arriva bene al pubblico sulla gradinata. Soffre di più l'orchestra. Con il direttore Stefanelli si sta facendo un ottimo lavoro di messa a punto, mettendo bene in evidenza i "piani", il fraseggio, così come Verdi sottolineava. Il fatto di aver affrontato più volte il personaggio non toglie la sorpresa di scoprire aspetti nuovi, sfumature originali. Leonora è una giovane donna, ma di carattere, non solo dolcemente lirica, ma anche capace d'un piglio drammatico, capace d'imporsi nel duetto con il baritono-Conte di Luna. E' questo che mi piace - aggiunge Katia - Questo alternarsi dei "piano" con momenti più forti, mai monocorde».
Accanto alla Pellegrino nel ruolo di Manrico-Trovatore è il tenore Renzo Zulian, più volte nel ruolo. «Il Trovatore è stato fin dai miei primi esordi un punto d'arrivo. Desideravo arrivare a tanto. La parte è cantabile, si sta peggio si sta nei Vespri, ma non è certo "facile". Ho atteso il giusto tempo della maturazione, passando per Traviata, Bohème, assistito dal maestro Corelli, per debuttare a Parma e Siviglia, e poi ancora tante volte».
Il tenore Zulian canta per la prima volta a Vigoleno. «Non credo ci siano particolari problemi - afferma - l'acustica è buona. Sono di ritorno da Roma dove ho cantato in Manon Lescaut di Puccini, devo solo ambientarmi nella nuova situazione. Con Stefanelli si fa un lavoro di restituzione del testo originale che il pubblico non mancherà di apprezzare, come la ripetizione della cabaletta della pira, sempre tagliata. Il nostro compito è rispettare il testo musicale, non fare di testa propria, è il migliore omaggio al grande Verdi».
Informazioni e servizio di biglietteria alla Fondazione Toscanini a Parma e alla biglietteria del Teatro Municipale. E' previsto un servizio di trasporto con prenotazione obbligatoria.
Gian Carlo Andreoli