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Martedì 26 Giugno 2007 - Libertà

Le "parole in volo" della Molinelli

Il volume presentato in Fondazione

Per tradizione chiusi ed introversi i piacentini sono capaci di grandi slanci, di riflettere profondamente sulle vicissitudini della vita. Ed i pochi ma validissimi libri di poesie prodotti confermano questa naturale predisposizione, come Parole in volo (edizioni Helicon) della piacentina Maria Grazia Molinelli presentato nei giorni scorsi all'auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano, moderatori tre importanti uomini di cultura, il pavese Siro Brondoni, il piacentino Francesco Mastrantonio ed il toscano Rodolfo Tommasi. Per Mastrantonio Molinelli è nota al grande pubblico ma basterebbero i numerosi premi per qualificarla. Nelle sue opere vi sono un percorso ed una meditazione molto forti e, come nel contrasto tra cuore e corpo in Francois Villon, Molinelli ascolta il suo cuore e decide di scrivere parole forti e scolpite.
Nella seconda parte il racconto si dilata, si adegua ad una poesia musicale, a versi che dispongono alla riflessione. Tommasi, scrittore e critico letterario di fama, ha sottolineato come questo libro «sia inesauribile nei contenuti, nel rapporto sostanza-forma. Dobbiamo rallegrarci che simile libro di poesie proponga casi che sono epigoni di epigoni fino al virtuosismo». E, contenendo la seconda parte brevi racconti, Tommasi ha ricordato che «anche quando scrive prosa l'autrice parla di poesie, è un discorso di Dna, è scoperta di sé stessi». Poi interessanti considerazioni sull'avventura umana e letteraria di Molinelli: «E' stata subito poetessa, subito a contatto con la poesia autentica. Il rapporto voce-poesia non si esaurisce nella lettura, non è una persona od un evento ma in lei è la poesia a diventare protagonista perché rende assoluto il relativo».
Brondoni, infine, letterato, critico d'arte e giornalista di spicco, ha rimarcato l'originalità del volume: «Nuovo, significativo, appuntamento poetico. Dopo il toccante Giocoliere di parole, un'alternanza di laceranti sentimenti, una liricità sofferta ma esaltante, un sommo scavare nell'anima che reca mille suoni, mille sensazioni. Linguaggi con profondità di radici e di orizzonti, audace concetto di poesia tra realismo ed orfismo, messaggi affidati al volo di un colombo. Infine nei racconti densi di essenziali e corpose descrizioni Molinelli si confessa ai suoi familiari ma anche al pubblico».
La lettura di alcune poesie da parte di Paolo Iannone e della stessa Molinelli hanno inoltre rafforzato quella particolare atmosfera di sospensione e di introversione grazie anche alle delicate note della pianista Patrizia Bernelich. Con Parole in volo la poetessa piacentina prosegue dunque il suo solitario cammino tra suggestioni del cuore e della mente, riscoperta di una validissima alternativa fra tensioni civili e morali delegando alla poesia il recupero di interiorità, sentimenti, dell'eticità oggi continuamente sfuggente.

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