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Giovedì 28 Giugno 2007 - Libertà

Trovatore, scocca l'ora del debutto

Vigoleno - Dopo l'anteprima stasera la "prima" dell'opera verdiana con Pellegrino e Zulian
Servile: «Io, veterano, alle prese con una lettura moderna»

VIGOLENO - Dopo l'anteprima ad inviti dell'altra sera accolta da vivo successo tutto è pronto a Vigoleno per il debutto del Trovatore, stasera alle ore 21.30 con repliche sabato, venerdì 6 e sabato 7 luglio.
La Fondazione Toscanini, in collaborazione con il Teatro dell'Opera Giocosa di Savona, punta molto sull'opera di Verdi che già ottenne un ottimo successo di pubblico e che nella scenografia naturale di Vigoleno trova la più suggestiva delle accoglienze.
L'estate culturale vigolese che, come noto, si concluderà domenica 8 luglio con Lucio Dalla in concerto (appuntamento che ha già fatto registrare il tutto esaurito), ha il sostegno dell'Amministrazione provinciale impegnata a valorizzare turisticamente l'antico borgo e della Fondazione di Piacenza e Vigevano.
Il trovatore, libretto di Salvatore Cammarano, musica di Verdi, ebbe fin dalla prima rappresentazione a Roma, nel gennaio 1853, particolare fortuna e consenso di pubblico, così da essere l'opera più rappresentata del vasto repertorio verdiano. E' il dramma romantico di alto gradimento popolare, una miscela formidabile di amore e morte, rapimenti, odio, sete di vendetta, passioni a tinte forti, tutto rosso come la vampa.
Verdi non si è risparmiato, erano gli anni di un lavoro febbrile per il successo, ma ha saputo dosare le parti, alternando così gli slanci passionali con le giuste pause di ripensamento. L'impegno del maestro direttore Massimiliano Stefanelli e dell'Orchestra della Fondazione Toscanini, del Coro del Teatro Municipale diretto dal maestro Corrado Casati e della folta compagnia di canto è di restituire l'opera nel modo più fedele all'originale.
Katia Pellegrino, ben nota al pubblico del Municipale sarà Leonora (Rachele Stanisci nelle repliche del 30 e 7 luglio); Renzo Zulian Manrico trovatore (Giorgio Casciarri il 30 e il 7); Thea Demurishvili sarà Azucena (Laura Biroli il 30 e il 7); Roberto Servile vestirà i panni del Conte di Luna (Claudio Sgura il 30 e il 7). Poi Enrico Iori (Ferrando), Cristina Cappellini (Ines), Dario Magnabosco (Ruiz). Il mezzosoprano Thea Demurishvili è un'esperta zingara Azucena, depositaria di segreti e odi antichi, dal debutto al Regio di Parma (2001) in occasione delle celebrazioni verdiane e a Busseto; con il maestro Stefanelli, in Israele, ancora a Teramo, a Pescara e poi in giro per il mondo in più occasioni. Di origine georgiana, ha studiato all'Accademia di Osimo (1994-96) con il maestro piacentino Sergio Segalini. «E' un personaggio che mi calza a pennello - dice Thea Demurishvili - vocalmente e anche come temperamento drammatico. Mi dicono che anch'io sono così. Con il maestro Stefanelli c'è un'ottima intesa, un leale confronto d'idee, molto interessante e stimolante».
L'esperienza internazionale non ha fatto venir meno la sorpresa nel ritrovarsi in un luogo così caratteristico come Vigoleno: «E' un borgo affascinante - dice - sembra costruito apposta per ospitare Il trovatore. Il rischio di cantare all'aperto è il vento. Alcuni giorni fa non ci ha consentito di provare. L'altra sera è andata appena bene. Per il resto tutto ok, l'aria è salubre».
Roberto Servile è un veterano a Vigoleno, già in Trovatore nel 2002, Macbeth e Rigoletto. «Abbiamo lavorato ad uno spettacolo innovativo, dalla regia all'esecuzione musicale particolarmente attenta ai fraseggi; una lettura moderna, rispettosa del testo originale, che il pubblico potrà apprezzare».
Si teme il vento, nemico della migliore acustica. «Il vento sicuramente, ma anche i grilli - dice divertito Servile -, quando fa buio si mettono a stridere e tengono un concerto parallelo. A chi la vince!».
Conte di Luna, interpretato tante volte, nello schema tipico del baritono che contrasta e contende l'amata al tenore. Non è fin troppo prevedibile? «Il mio personaggio è certamente il cattivo della situazione - conferma il baritono -, ma non in modo così schematico. Verdi sapeva il fatto suo, arricchisce il personaggio di umanità, di sensibilità, di un lirismo elegante. Mi piace sottolineare anche questo aspetto, l'appuntamento a riprova " "balen del suo sorriso", se i grilli vorranno concedermi una pausa nel loro stridio».
E' previsto anche un servizio di trasporto con prenotazione obbligatoria.

Gian Carlo Andreoli

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