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Lunedì 2 Luglio 2007 - Libertà

Il fascino della Silver flag dalla A alla Z

Mini viaggio tra le curiosità della manifestazione internazionale che ha richiamato partecipanti da tutta Europa donne e motori
Settecento euro per una maglietta e la spider dell'avvocato

Sarà colpa dello spirito "artistico" dei collezionisti di motori. Sarà per l'importanza delle auto presenti o per il richiamo internazionale. Fatto sta che alla Silver Flag non mancano mai spunti interessanti. E sono così tanti che ne verrebbe fuori quasi un'enciclopedia. Dalla A alla Z.

Adesivi - Gli esemplari della De Sanctis 1000 Sport prototipo del 1964 si contano su tre dita. Una di queste era alla Silver flag. Peccato solo per i troppi adesivi attaccati su parabrezza e carrozzeria. Va bene celebrare tutte le partecipazioni alle rievocazioni, ma non bisogna nascondere l'auto...
Agnelli - TO 00000G. E' la targa di una Ferrari Testarossa spider di colore grigio. Un esemplare unico realizzato appositamente per l'Avvocato Gianni Agnelli che ha fatto da apripista con la coppia Zappieri-Ghisolfi, quest'ultimo noto professore oculista con casa a Castellarquato, dove è anche consigliere dell'Opera pia Conservatorio Villaggi.
Asta - Ha pagato 700 euro una maglietta. L'industriale milanese, originario di Fiorenzuola, Paolo Casella, si è infatti aggiudicato l'asta per portarsi a casa una particolare t-shirt. Ha fatto due volte un affare: perché la maglietta era stata autografata da alcuni tra i più famosi piloti inglesi e perché il ricavato è andato in beneficenza per la ricerca contro il cancro.
Bacio - Alla fine ne ha baciate più di una. Non di donne, ma di auto. La prima sulla quale lo speaker Gaetano Derosa ha posato le sue labbra è stata la magnifica Porsche da pista (originale, mai restaurata) guidata dall'ex pilota Vittorio Mascari, che in gara si faceva chiamare Mascaleros.
Coppia - Lui e lei erano tra i più ammirati. David Piper, ex pilota plurivittorioso, e la sua Porsche 917 K verde, altrettanto plurivittoriosa. Lui è unico, lei è stata costruita solo in tre esemplari e ha il pregio (sportivo) di arrivare a 380 km/h.
Donne - Non tutte erano giovanissime, ma di eleganti signore al volante delle auto ce ne erano diverse. Molte di più sul sedile del passeggero. Certo è che tutte hanno avuto il loro momento per la passerella. E, oltre a quelle in tuta e casco, alcune non si sono fatte sfuggire l'occasione sfoggiando mise da serata di gala.
Emigrati - La Silver flag può anche rappresentare l'occasione per rivedere una terra alla quale si è sentimentalmente legati. Come per l'inglese Mike Kason, che ha sposato un'emigrata di Vernasca e che era al via con una Ferrari e la giovane figlia.
Esagerazioni - «No alle esagerazioni». E' stato il motto del presidente del Club Achille Gerla. Va bene, insomma, accelerare al via, ma con giudizio. E quest'anno gli organizzatori hanno tenuto d'occhio chi al via ha voluto strafare. Il prossimo anno la loro iscrizione potrebbe non essere più accettata.
Famiglia - Padre e figli. Alla Silver Flag era presente praticamente tutta famiglia Bardelli. Cremonesi, sono affezionati frequentatori delle manifestazioni piacentine.
Film - Quest'anno la Silver Flag sarà immortalata anche in un film delle durata di circa un'ora. La realizzazione sarà a cura del Cineclub Piacenza che ieri e sabato ha sguinzagliato lungo il percorso 8 appassionati operatori. E non solo, per un paio d'ore sono state eseguite riprese anche dall'alto, con un elicottero messo a disposizione dal Cpae.
Gemelli - Identici ed entrambi innamorati di una sola. La loro Bugatti 35B del 1926. Sono i gemelli Rippon, talmente uguali che gli organizzatori non sapevano mai distinguere il pilota dal navigatore. E viceversa.
Ingranaggi - La McLaren F1 di James Hunt c'era. Mancava invece la Ferrari T12 F1 di Niki Lauda. Ma stavolta la pioggia del Giappone (Lauda si ritirò e Hunt vinse il Mondiale) non c'entrava nulla. La "colpa", secondo quanto si è appreso, sarebbe di Felipe Massa, l'attuale pilota della Ferrari in Formula 1. L'altra domenica, durante alcuni festeggiamenti in onore dei 60 anni della Casa di Maranello, Felipe ha infatti rotto il cambio della T12 di proprietà della famiglia Burani.
Lucido - Lucide o opache? Tra alcuni esperti dell'Asi si è accesa una disputa sulle vernici delle auto da collezione. «Oggi - ha detto uno - dopo il restauro sono troppo lucide, la gente preferisce la gioielleria, mentre una volta erano verniciate d'opaco». Ma non tutti si sono dichiarati d'accordo.
Maggiolino - La monoposto Formula Vee di Luciano Ferrari è probabilmente il Volkswagen Maggiolino più veloce: Monta infatti lo stesso motore 1.2 delle celebre auto tedesca. Motore elaborato che è installato su un telaio del peso di poche centinaia di chilogrammi.
Maschio - Si può anche possedere una preziosa Ferrari Daytona e usarla per fare gli spiritosi. Scrivendo sul vetro posteriore, ad esempio, "Paolo il caldo, maschio attrattivo". Come se non bastasse una Daytona per farsi notare...
Naso - Che cosa sarà mai quella scia lasciata sull'asfalto da un'auto? Maurizio Aiolfi, vicepresidente dell'Aci Piacenza, pilota e collezionista, sabato e ieri era anche sbandieratore alla partenza della Silver Flag. E, sempre molto attento alla sicurezza, come sua abitudine non lasciava nulla al caso. Anche annusando, se necessario, ogni liquido perso dalle vecchie auto al via. Di olio sull'asfalto, infatti, proprio non ce ne era bisogno...
Olii - Quando è arrivato il momento delle monoposto e delle sport prototipo, nell'aria si è incominciato a sentire l'odore degli additivi per il carburante e degli olii speciali. Un profumo per gli appassionati.
Pennello - Una volta non si andava tanto per il sottile e numeri e sponsor (quando ce ne era uno) potevano anche essere scritti con il pennello. Come pure il nome del preparatore Abarth vergato a mano sulla grande presa d'aria anteriore della Fiat Abarth 1100 Tc del piacentino Giancarlo Gorra.
Periscopi - Come un sommergibile, la splendida Alfa Romeo 33 TT Campione del mondo Sport prototipi, ieri guidata da Maurizio Monti, aveva due "periscopi": l'alta presa d'aria dietro il pilota e uno specchietto montato su uno stelo verticale di quasi un metro. Lo scopo: riuscire a vedere dietro il gigantesco alettone posteriore.
Qualità - La qualità di un evento si dimostra anche dall'interesse degli operatori esterni. E quest'anno l'evento organizzato dal Cpae in collaborazione con Aci e Asi e con il supporto di Provincia, Comuni interessati, Camera di Commercio, Fondazione di Piacenza e Vigevano e vari sponsor, ha visto crescere notevolmente anche il numero degli stand che vari marchi e ditte hanno allestito nel paddock per attirare l'attenzione del pubblico. Quasi una piccola fiera.
Raid - Tra gli apripista c'era l'arquatese Davide Burzoni, con una Alfa Romeo Sz da pista degli anni Ottanta. Fra una settimana per lui inizierà un'altra avventura: la rievocazione del raid Milano-Taranto che affronterà in sella a una motocicletta d'epoca.
Ricordo - Gli amici del Cpae hanno voluto dedicare un bell'omaggio a Carlo Barani, il socio che lo scorso autunno se ne è andato da un mese all'altro per un brutto male. La prima apripista a prendere il via è infatti stata una Lancia Hf da rally a lui appartenuta, guidata dai figli Davide e Silvano. Sua anche l'ultima auto a partire, una Fiat da corsa dell'inizio del secolo XX guidata dall'amico Gabriele Pizzelli con a fianco la moglie di Barani, Graziella Bazzini.
Safari - Non ha mai corso alla Castellarquato-Vernasca, ma è rimasta nei ricordi di tutti coloro che negli anni 70-80 seguivano i rally: la Porsche 911 East African Safari. Rialzata, con i paraurti anti-animali, le taniche di benzina e le gomme da terra di scorta sul tetto era una delle auto più riprodotte nei modellini scala 1:43.
Signori - Tra i collezionisti di auto milionarie, di benestanti ce ne sono parecchi, di signori un po' meno. Tra questi ultimi, va però annoverato lo svizzero Georg Kaufman, proprietario, tra le altre, di una rara Maserati 4CL del 1939. Tutti quelli che hanno girato nel paddock lo hanno notato per la sua gentilezza che lo portava anche a mettere a disposizione di bambini e adulti il suo gioiello per varie fotografie. E al via, prima di schiacciare la pompetta dell'olio della sua Maserati e sgommare verso Vernasca, si ricordava di tutti quelli che aveva incontrato, salutandoli calorosamente.
Strisce - All'inizio erano bianche e rosse, poi sono diventate rosse e nere. Sulle strisce pedonali che attraversano la Provinciale di Castellarquato, è stato dato il via alle partenze della Silver flag. E alla fine sull'asfalto (e sulle strisce) sono rimasti solo i segni delle sgommate. Anche questo, per qualche mese, sarà è un documento della tradizione motoristica piacentina.
Telecamera - Una partecipazione alla Silver flag va documentata. In ogni modo. Per godersi la gara tranquillamente portandosi però a casa un ricordo unico della manifestazione, il navigatore di Narciso Balbi su una Fiat Gilco 1100 Sport barchetta del 1949, si è montato una mini-telecamera sul casco.
Uno - Le più ammirate sono state sicuramente le Formula Uno. Forme, potenza, rumori, storia sono spesso ineguagliabili. A iniziare dalla Lotus di Jim Clark, portata dall'inglese David McLaughlin, oppure dalla Ferrari Spazzaneve, prototipo che non ha mai corso. Oppure, ancora, una fantastica Yardley McLaren, l'unico esemplare della Serenissima o la McLaren di Hunt.
Velocità - Stavolta la velocità non è quella delle auto da corsa, ma quella della prontezza degli addetti al servizio anti-incendio. Alle spalle delle auto al via il gruppo Rescue di Busseto, coordinato da Jair Zurolo, era pronto a intervenire in pochi secondi con i suoi estintori. Sia per la vicina presenza del pubblico che per il valore delle preziosissime auto.
Zero - L'ultima lettera è per noi di Libertà. Zero è il numero di copie rimaste del supplemento tutto a colori che Libertà e Altrimedia hanno dedicato alla Silver Flag. Distribuito lunedì mattina a pubblico e partecipanti, è andato esaurito in pochi minuti.

PIER CARLO MARCOCCIA pier.carlo.marcoccia@liberta.it

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