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Domenica 24 Giugno 2007 - Libertà

Il Trovatore sulla rampa di lancio

Vigoleno Giovedì la prima dell'opera con la "Toscanini", in replica il 30 giugno e il 6 e 7 luglio
Il direttore Stefanelli: «Verdi si inserisce perfettamente qui»

Vigoleno - Il Trovatore si addice a Vigoleno, l'antico borgo in comune di Vernasca. Posto su in picco naturale, il castello, cinto da una cortina muraria, evoca di suo conflitti e passioni aderenti al dramma lirico, di sicuro successo e importante concorso di pubblico.
La Fondazione Toscanini, in collaborazione con l'Amministrazione provinciale e con il sostegno di Fondazione di Piacenza e Vigevano, propone il debutto dell'opera Il Trovatore giovedì 28 giugno (ore 21,30), repliche sabato 30, venerdì 6 e sabato 7 luglio. La manifestazione musicale estiva si concluderà domenica 8 luglio con Lucio Dalla in concerto.
Compagnia di canto di nome, nel nuovo allestimento realizzato in collaborazione con l'Opera Giocosa di Savona: il soprano Katia Pellegrino è Leonora, il tenore Renzo Zulian è Manrico, il mezzosoprano Thea Demoshvili fa Azucena, il baritono Roberto Servile è il Conte di Luna, il basso Enrico Iori fa Ferrando, poi ancora Cristina Cappellini che è Ines e Dario Magnabosco che veste i panni di Ruiz.
Per le repliche di sabato 30 giugno e 7 luglio saranno in scena il soprano Rachele Stanisci, il tenore Giorgio Casciarri, il mezzosoprano Laura Birolli e il baritono Claudio Sgura. La regia dello spettacolo con le scene di Guido Fiorato è affidata ad Elisabetta Courir, costumi di Artemio Cabassi. L'Orchestra della Fondazione Toscanini è diretta dal maestro Massimiliano Stefanelli. Il Coro del Teatro Municipale è diretto, come sempre, dal maestro Corrado Casati.
Il maestro Stefanelli è preso dalla scenografia naturale offerta da Vigoleno. «E' un luogo affascinante - dice - in cui la musica di Verdi si inserisce perfettamente. L'opera Il Trovatore, in particolare, vi trova l'ambientazione aderente e magica». Come sempre ci sono pro e contro all'esecuzione all'aperto, concesso il particolare fascino del luogo, difficoltà acustiche compromettenti. «Il problema è stato considerato - conferma il direttore -. Il muro di cinta alle spalle della scena protegge. Le voci, nella situazione di Vigoleno non hanno difficoltà, dirette come sono verso la tribuna del pubblico, più difficile la situazione dell'orchestra, di cui si potrebbe perdere in colore. Solo il vento o peggio potrebbero compromettere davvero il buon esito dell'esecuzione».
Ancora e sempre Il Trovatore? «L'opera di Verdi è un capolavoro assoluto - afferma perentorio il maestro Stefanelli - e a Vigoleno trova ospitalità ideale. Ci atteniamo alla edizione critica messa a punto dall'Università di Chicago, il più vicino possibile all'originale. Si sa delle stratificate convenzioni esecutive e interpretative, l'acuto facile, cadenze di sicuro effetto, ma sovrapposte, che si sono aggiunte nel tempo. Il Trovatore è opera tra le più rappresentate, è naturale, da parte degli interpreti farne il proprio successo personale, anche forzando un poco la scrittura musicale. Noi cerchiamo di restituire quanto Verdi ha scritto e con sorpresa il pubblico potrà scoprire sonorità inconsuete. In questo sono assecondato da una formazione orchestrale che nell'esecuzione dell'opera lirica verdiana può tener testa alle più titolate orchestre».
Il Trovatore ebbe fin dalla prima a Roma, nel gennaio 1853, un successo di pubblico eccezionale. Non è che Verdi ha fatto troppe concessioni al gusto popolare con passioni e tinte forti e suoni d'effetto? «Che Verdi lavorasse, in quegli anni, i famosi "anni di galera", con una certa fretta - precisa Stefanelli - è dato certo, ma nulla toglie alla sua geniale capacità di compositore, anzi ne conferma il merito. A ben ascoltare Il Trovatore vi si colgono colori intensi, ma anche preziosità da musica da camera, eleganza sopraffina. Verdi con gli stessi "mattoni" ha costruito, una di seguito all'altra, tre opere diversissime tra loro. Questo è genio musicale. Noi cerchiamo di restituirne l'originalità, rinunciando a effetti facili, mettendo in evidenza i particolari, la pregevolezza, un diversa legatura delle frasi musicali. I cantanti hanno qualità e vigore. Voglio aggiungere una nota di merito per il Coro del Teatro Municipale. Incontro la formazione vocale per la prima volta e ne sono piacevolmente sorpreso per la capacità e qualità. Il maestro Casati è un musicista raffinato, una ricchezza che facilità il buon esito complessivo dell'opera».
Per la prenotazione biglietti è attiva la biglietteria del Teatro Municipale o della Fondazione Toscanini. E' previsto un servizio di trasporto pubblico con prenotazione obbligatoria.

Gian Carlo Andreoli

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