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Domenica 24 Giugno 2007 - Libertà

Crivelli, Felisi e Terdich: artisti per la Biennale

Ieri la premiazione della selezione piacentina a cura dell'Atelier Braceschi

L'arte ha assunto una dimensione sempre più internazionale, anticipa tendenze e movimenti culturali, ha preceduto e per certi aspetti legittimato la globalizzazione. Se Biennale di Venezia, Art Basel o Documenta di Kassel sono manifestazioni fondamentali nei dibattito e nei mercati mondiali, insuperabili per spunti e per inevitabili polemiche, non dimentichiamo altre qualificatissime iniziative come la Biennale internazionale di arte contemporanea di Roma 2008, intitolata Ars tertium millennium, ormai alla settima edizione.
E per la seconda volta ha coinvolto Piacenza: l'Atelier d'arte Braceschi ha infatti organizzato la Selezione di Piacenza e dal 9 al 22 giugno ha esposto oltre cento opere di artisti provenienti da tutta Italia, tra cui i piacentini Francesca Bersani, Bianca Bertoli, Debora Bottaro, Maurizio Botti, Helena Buseva, Alfredo Caffarri, Luigi Del Gobbo, Doriano Gandolfi, Gabriella Pezzoni, Renzo Rapacioli, Eleonora Serena e Paolo Terdich.
Ieri, all'auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano, sono stati premiati i primi tre classificati: Valentina Crivelli (Terni) per l'opera I fell gray, tenero bambino fra docili animali; Tiziana Felisi (Lodi) con Il sogno, informale, forti contrasti cromatici ed intensa suggestione; infine Paolo Terdich con Buongiorno, un iperrealismo luminoso e cristallino. Altri dodici artisti sono stati segnalati e potranno comunque partecipare alla Biennale romana. Poi trofei ed attestati per tutti.
Faticoso il lavoro della giuria - Marianna Bucchich (Roma), Stefano Fugazza, don Giuseppe Lusignani, Renata Gerevini, Vincenzo Esposito (Roma), Francesco Mastrantonio, Roberta Braceschi (segretaria senza diritto di voto) - che ha dovuto effettuare una prima ricognizione su oltre trecento candidati.
Per don Lusignani «importante è il contatto con il mondo più ampio dell'evento romano. Mettere in comunicazione realtà diverse vuol dire arricchire il panorama dell'arte piacentina. Se vince qualcuno c'è maggiore stimolo. Importante è ampliare l'orizzonte con esperienze diverse».
Rassegna prestigiosa, dunque, occasione per apprezzare artisti di fama internazionale, nuove prospettive di lavoro non solo per l'Atelier Braceschi, validissima alternativa ad invadenti aste televisive carenti però sul piano tecnico, riscoperta del fascino della tradizione, del contatto diretto con l'opera senza quelle mediazioni virtuali oggi sempre più diffuse ma fredde e spersonalizzanti.

FABIO BIANCHI

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