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Sabato 23 Giugno 2007 - Libertà

Un progetto a Farini: le osterie
di montagna per battere l'abbandono

Non c'è "una" soluzione perché non c'è "un" problema ma occorrono soluzioni differenziate a problemi spesso molto diversi fra loro. Credo però, che a volte, piccole soluzioni, non troppo costose, siano in grado di dare delle risposte.
E qui torno al tema di questo intervento: le osterie di montagna. Il progetto della Provincia si muove per sostenere la permanenza di queste strutture nel territorio, poiché le ritiene uno degli anelli centrali di una politica di permanenza della popolazione in montagna in attesa di tempi migliori e come presidio per chi ancora resta.
Questa iniziativa non deve restare isolata ma diventare un progetto pilota da proporre a tutto il territorio della montagna.
Per farlo diventare un progetto strategico occorre però lavorare in sinergia con le strutture che già operano sulla montagna, utilizzando gli strumenti di marketing e unendo anche il sostegno di privati che possono portare un contributo essenziale.
Il "Club di Prodotto" dell'Appennino piacentino che è stato recentemente costituito può essere, sempre in questa ottica, un ottimo strumento di collaborazione. Occorre partire da un censimento vero e proprio delle osterie di montagna, con criteri di classificazione oggettivi e condivisi che nei 19 Comuni appartenenti alle comunità montane portino a disegnare un "album" delle osterie di montagna.
Individuare un logo che le segnali e ne identifichi l'appartenenza. Costruire un progetto complessivo che tenga conto delle necessità finanziarie ma che si sviluppi anche nel sostegno ad iniziative culturali e gastronomiche che le avvicinino ai consumatori o fruitori.
Un progetto di lungo periodo, non una programmazione estiva. Per far questo la Provincia propone un Patto tra enti pubblici, la Provincia in primis e i Comuni e le Comunità montane, i protagonisti dello sviluppo economico del territorio come la Camera di Commercio, i sostenitori del territorio come la Fondazione, le categorie associative del settore, ma anche sponsor privati.
Un patto che origini una risorsa economica non eccezionale ma con una certa durata nel tempo per sostenere la permanenza, il rilancio e la economicità di questi presidi. Certo occorrerebbe anche un intervento legislativo nazionale e regionale per semplificare normative amministrative o fiscali che queste piccole strutture non riescono a sostenere, ma credo che se il progetto sarà sostenuto, si potrà lavorare anche per proporre soluzioni legislative.
Quindi sostegno economico, organizzativo, culturale ma soprattutto morale e di vicinanza da parte di un territorio che è cresciuto anche con il sostegno della montagna. Questa non è certamente "la risposta" ma "una risposta" possibile.

Alberto Borghi Assessore Provinciale per la Montagna

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