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Giovedì 21 Giugno 2007 - Libertà

Palladio, il sommo architetto del '500 italiano

Incisioni originali esposte al centro culturale Palma Arte a Saliceto di Alseno

Andrea Palladio (1508-1580), il sommo architetto del Cinquecento italiano, universalmente noto per le magnifiche ville signorili del Veneto, e per le architetture che riportavano in vita il tempio classico, fu un grande umanista. D'altra parte il nome d'arte Palladio (dalla statua di Pallade Atena), attribuitogli dal letterato umanista Trissino, lo testimonia (l'artista si chiamava in realtà Andrea Di Pietro della Gondola). Palladio fu amante delle architetture classiche, ma anche delle lettere antiche. Lesse e apprezzò i diari di guerra di Caio Giulio Cesare, che descrisse con minuzia di particolari le sue imprese: nei Commentarii De Bello Gallico, De bello civili, De Bello Alexandrino, De Bello africano, De bello Hispaniensi. Il sommo architetto padovano, insieme ai figli Leonida e Orazio, scelse di farne una pubblicazione. Illustrandola, per «facilitare a chi legge "la cognitione dell'Historia", come fu scritto nel sottotitolo del volume che venne pubblicato nel 1575 presso Piero De' Franceschi, in Venezia. Il volume conteneva le parole di Cesare, accompagnate dalle meravigliose e minuziose incisioni firmate dal Palladio. Incisioni che sono oggi eccezionalmente in mostra alla galleria e centro culturale Palma Arte di Saliceto di Alseno, gestito da Marcello Palma che, grazie alla sua amicizia con il collezionista Angelo Rinaldi (entrato in possesso di una rarissima copia di quel volume con tutte le incisioni originali), è riuscito a portare questa "chicca" nel Piacentino. La mostra, composta da 42 incisioni dalla collezione Rinaldi - Tonello, girerà sempre grazie a Palma altre "piazze", anche fuori confine. Non a caso il catalogo è stato tradotto in più lingue (italiano, francese, inglese e tedesco) a cura di Fernando Mayer. Il bel catalogo, che riproduce tutte le incisioni e i passaggi dei Commentari di Cesare a cui le immagini si riferiscono, reca anche la presentazione critica di Vittoria Coen.
I Commentari naturalmente si arricchiscono delle incisioni, «figure in rame de gli atteggiamenti, dei fatti d'arme, delle circonvallazioni delle città, e di molte altre cose notabili descritte in esse. Fatte da Andrea Palladio, per facilitare a chi legge la cognitione dell'Historia» (così recita il frontespizio). «Grazie a questa mostra - sottolinea l'assessore provinciale alla cultura Mario Magnelli (che insieme alla Fondazione di Piacenza e Vigevano ha sostenuto la mostra) - scopriamo un Palladio inconsueto, incisore elegante ed erudito, dedito ad applicare l'amore per la classicità anche alle cosiddette arti minori. E scopriamo un aspetto dell'artista padovano che ci consente di approfondirne la conoscenza e persino di guardare con occhi diversi alla sua opera di architetto».
Si rintraccia nelle tavole incise, il senso dello spazio e della sua organizzazione che permisero al Palladio la progettazione di ville meravigliose. Palladio è obbediente al rigore e all'esattezza geometrica, anche quando descrive con il segno, la disposizione dell'accampamento romano, i diversi schieramenti di truppe (in cerchio, in file parallele, a quadrato), le opere di ingegneria (ponti, trincee, fortificazioni, mura difensive); gli assalti delle legioni romane, i fronti della battaglia, chiaramente delineati; i carri al seguito delle truppe, gli elementi naturali come paludi e fiumi, pendici e depressioni, che divengono risorse utilizzate dal grande stratega per vincere la battaglia. Rigorosa la geometria delle tavole, caratterizzate da limpidezza del segno e chiarezza di volumi. Di Palladio e delle sue incisioni fu scritto: «Egli procede con le regole e col compasso, con quella precisione medesima che procede nell'arte sua».

Palladio, incisioni originali, Centro culturale Palma Arte, Saliceto di Alseno, da martedì a sabato 16-19. domenica anche dalle 10 alle 13.

DONATA MENEGHELLI

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